Sicurezza
Scuole, decisioni già prese «Il sindaco non ci ripensi»
Cristiana Manzi difende l’unico istituto comprensivo e bacchetta Emilio Landi «L’assessore Tacconi ha confermato che i giochi sono fatti per il 2012/13»
AMIATA. Sulla scuola le cose sull’Amiata devono restare come sono. Ormai i giochi sono fatti. A dirlo, questa volta, non è l’assessore provinciale Cinzia Tacconi, ma la stessa presidente del consiglio dell’istituto comprensivo di Arcidosso, Cristiana Manzi, che interviene a gamba tesa sulla questione scuola, dopo alcune considerazioni del presidente della conferenza dei sindaci Emilio Landi, sindaco di Arcidosso.
Il quale, alla luce dei nuovi scenari aperti dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato di recente il ridimensionamento degli istituti scolastici, aveva dichiarato di voler discutere del quadro scolastico nella conferenza dell’Unione e di ritenere opportuno ragionare sulla questione («perché l’Amiata dovrebbe essere emarginata dal dibattito in corso?», si chiedeva Landi).
Ma la presidente Cristina Manzi richiama subito il sindaco all’ordine, ricordandogli che non devono certo essere messe in discussione le decisioni già prese. La Manzi, pare di capire, teme che in eventuali nuovi ragionamenti e quadri si scombussoli il mosaico composto a garanzia della continuità del progetto “Senza zaino” di Seggiano, argomento che aveva suscitato a suo tempo un vero vespaio.
«Apprendo con stupore - afferma la Manzi - che sull’Amiata per la scuola “non c’è nulla di scontato”. Sono parole del sindaco Landi. Come genitore, non capisco dove si voglia arrivare, visto che l’assessore provinciale Cinzia Tacconi dichiara che per la montagna deve restare tutto come stabilito. In merito a questo, ricordo al sindaco Landi dell’impegno, preso in una pubblica assemblea, di fronte ai genitori, a gennaio, di adoperarsi affinché le realtà scolastiche di Arcidosso e Seggiano restassero».
La presidente, insomma, riporta a galla la motivazione della protesta organizzata dai genitori dei ragazzi che frequentano a Seggiano le classi dove si applica il metodo Montessori. Erano stati proprio i genitori della scuola di Seggiano, infatti, a dare l’imput a una richiesta pressante, con la quale si chiedeva di restare col comprensivo di Arcidosso che dava loro la garanzia che la sperimentazione sarebbe proseguita senza scosse.
La querelle arrivava nel bel mezzo di una ennesima razionalizzazione, un ulteriore taglio di un comprensivo in Amiata. Tanto che, alla fine, i genitori forzavano verso un unico grande comprensivo che radunasse sotto il suo cappello, Casteldelpiano, Arcidosso e Seggiano. E alla fine proprio questa fu la decisione, presa e condivisa anche dai politici e che adesso, secondo il presidente del consiglio di istituto non deve di certo essere rimessa in forse.
« Il fine ultimo - specifica la Manzi - resta quello di salvaguardare la qualità dei servizi forniti agli alunni e le sperimentazioni didattiche all’avanguardia presenti nel nostro territorio. Con l’augurio che, nella conferenza dei Sindaci, non si rimetta in discussione quanto già deliberato in conferenza zonale dell’istruzione e in consiglio provinciale sulla nuova organizzazione scolastica che prevede un unico istituto comprensivo per l’anno scolastico 2012-2013, come garanzia di un servizio di qualità sull’Amiata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
