La manifestazione
Scuola, è ancora scontro
Citerni (Sel) replica a Rosini (Idv): serve più ascolto
GROSSETO. Prosegue il muro contro muro tra Idv e Sel sul dimensionamento scolastico, soprattuto a seguito della sentenza della corte costituzionale che ha ritenuto illegittima la soglia, fissata dalla riforma Gelmini, di 1000 alunni per ottenere l’autonomia scolastica.
Dopo che il consigliere comunale dipietrista Stefano Rosini aveva sottolineato come la delibera provinciale che, seguendo quei paletti governativi, aveva tratteggiato il piano per l’anno scolastico 2012 -2013, fosse stata votata anche dai due consiglieri, Tiziano Baldanzi e Valentino Bisconti, e dall’assessore Marco Sabatini, rappresentanti a palazzo Aldobrandeschi del partito di Vendola, questa volta è la capogruppo di Sel in consiglio comunale, Cristina Citerni, a controbattere duramente.
«La sentenza della Consulta, che non mi sorprende, dichiara incostituzionale proprio quella norma che tutti sappiamo essere all'origine del piano di dimensionamento scolastico. La scure di Tremonti e della Gelmini si è abbattuta su tutti, ma il modo in cui la norma è stata applicata a Grosseto ha dell'incredibile: decisioni prese in tutta fretta, nessuna consultazione degli organi collegiali, accorpamenti assurdi sotto il profilo territoriale, nessuna convocazione della commissione consiliare competente, la volontà dell'ente espressa per telefono, anziché con atti deliberativi».
Per quanto riguarda la chiamata in correo dell’amministrazione provinciale, Citerni ricorda a Rosini che «il presidente Marras ha più volte ribadito, in incontri pubblici cui eravamo presenti tutti e due, che la Provincia non ha fatto altro che assumere in delibera le decisioni dei Comuni, senza interferire nel merito, per preservare l'autonomia delle comunità locali, pur avendo rilevato, “alcune criticità su Grosseto”». Dunque sarebbe stato compito del municipio «predisporre un piano ragionevole e condiviso, che la Provincia avrebbe assunto come ha fatto per tutti gli altri Comuni».
Rosini aveva pungolato l’ex candidata a sindaco per la Sinistra anche sulla concretezza che deve contraddistinguere chi deve prendere le decisioni, ed anche su questo punto la risposta è altrettanto piccata. «Quanto alla affermata mia incapacità di governare – prosegue - io credo che non si amministri una città con l'arroganza e la presunzione, penso che esista un altro modo, fondato sull'ascolto e la condivisione. Se questo a Rosini sembra populismo, forse dovrebbe studiare un po' di scienza della politica». Infine alla paventata dissonanza tra le sue dichiarazioni e la posizione di Sel, Citerni “rassicura” Rosini «sull' assonanza tra me e il mio partito: in piazza con la scuola e il sindacato, insieme a me, c'erano i massimi dirigenti di Sel nelle persone del segretario provinciale e di quello comunale, che hanno condiviso da subito il mio impegno nell'ascoltare e sostenere le ragioni di chi vive e lavora nella scuola». (l.s.)
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