Il Tirreno

Grosseto

«Questo è terrorismo ambientalista»

di Guido Fiorini
«Questo è terrorismo ambientalista»

Enrico Rossi condanna l’attentato al biogas: «Io sto con Marras». E in Comune depositano quasi 500 firme a favore

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CAPALBIO. «Siamo alla follia, al terrorismo ambientalista. Sono profondamente rammaricato. Fatti come questi sono da stigmatizzare con decisione».

Sono le parole con cui il presidente toscano Enrico Rossi ha commentato l’azione di sabotaggio subita dalla Sacra ai “silobag” per l’impianto a biogas in via dell’Origlio e sulla quale stanno indagando i carabinieri. «L’ho già detto in altre e diverse occasioni: un imprenditore che chiede di investire secondo le norme e con tutti i pareri tecnici a posto deve poterlo fare – ha proseguito il presidente Rossi –. Chi investe secondo le regole deve essere sostenuto. Altrimenti ci condanniamo a non crescere e alla fine anche l’ambiente e il paesaggio sarebbero danneggiati».

E, per chiarire meglio, Rossi, sul suo profilo di Facebook chiede «che si faccia di tutto per individuare e punire ai sensi di legge gli sciagurati che hanno danneggiato l’impianto. Per esser chiaro: sto dalla parte del presidente della Provincia Marras, dell’impresa Sacra spa che vuole investire e degli 8 lavoratori che aspettano di essere assunti».

Il danno, di quasi un milione di euro, è pesantissimo per l’azienda. E potrebbe aver messo definitivamente la parola fine alla realizzazione dell’impianto oltre ad aprire scenari di richieste danni (ma il Comune si chiama fuori, vedi sotto, ndr).

Sulla vicenda intervengono anche il sindaco e l’opposizione. «Il sindaco e l'Amministrazione di Capalbio – si legge in una nota del Comune – esprimono la piena solidarietà alla Sacra per i fatti accaduti nei giorni scorsi e di cui ha avuto notizia solo dopo la lettura del Tirreno. Tali comportamenti da leggersi come atti vandalici sono estranei alla cultura della intera comunità di Capalbio e meritano una condanna senza riserve».

«A nome del gruppo consiliare “Per Capalbio” – scrive Lucia Biagi – esprimo la più ferma condanna degli atti vandalici di cui Sacra è stata vittima, atti che non appartengono alla cultura e al modo di fare di noi capalbiesi. Riteniamo lecito manifestare il proprio pensiero in maniera civile e nel rispetto delle idee altrui, ma il dissenso non può certo essere espresso in modo così basso e vigliacco, addirittura compromettendo attività economiche. Auspichiamo che siano scoperti e puniti i responsabili che con le loro azioni non fanno certo onore al nostro territorio».

Firme a favore. Intanto sono state depositate in Comune 470 di persone favorevoli all’impianto, per lo più agricoltori e braccianti che avrebbero avuto lavoro garantito per anni.

E, nei giorni scorsi, una quarantina di piccoli imprenditori dell’indotto, ha incontrato il sindaco chiedendo di autorizzare la centrale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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