Attenzione
Parte la crociata dei commercianti contro gli abusivi
Coro di proteste a Pratoranieri per i venditori ambulanti «È concorrenza sleale, intollerabile in periodi come questo»
FOLLONICA. No all’abusivismo: allo sfogo del proprietario del Bagno Nettuno segue quello dei commercianti. Dicono di non poterne più, di essere stanchi di dover subire ogni estate la concorrenza sleale di chi vende senza permesso merce identica a quella che si trova nei loro negozi. È lotta aperta contro gli abusivi, la tolleranza ha toccato il limite. Ad alzare bandiera bianca per primo, denunciando il fenomeno, è stato Mario Lari, proprietario del Bagno Nettuno (zona Pratoranieri), adesso gli esercenti della stessa zona di Follonica.
«Non so più cosa fare per frenare l’arrivo degli extracomunitari tra gli ombrelloni nel mio stabilimento. I clienti si lamentano e io non so come comportarmi», queste le parole di Lari. Sarà forse colpa della recessione economica, incassando meno e dovendo pagare lo stesso le tasse, ogni scorrettezza pesa come un macigno? In periodi di ricchezza diffusa o comunque di benessere certi fenomeni, come quello del commercio abusivo, vengono sopportati di più o per lo meno chi ha un’attività sente meno la concorrenza da qualunque parte essa arrivi. Ma quando le vendite scarseggiano e il cassetto a fine giornata piange allora ogni particolare fuori dalle righe dà fastidio.
«Abbiamo letto ieri lo sfogo del proprietario del Nettuno - spiegano alcuni commercianti di Pratoranieri - volevamo unirci alla sua protesta, perché anche noi come lui ci sentiamo inermi di fronte all’aumento esponenziale degli extracomunitari. La situazione è diventata insostenibile: gli abusivi sono tanti, troppi e ovunque, non solo sulla spiaggia pure per strada». Uno degli esempi portati dagli esercenti del quartiere a nord di Follonica, è quello del mercatino etnico che ogni estate caratterizza il viale Italia: il pomeriggio e la sera (sino a mezzanotte) in quel tratto di strada non ci sono solamente gli ambulanti che hanno ottenuto i permessi dall’amministrazione comunale, ma anche moltissimi venditori abusivi che ad ogni controllo scappano rifugiandosi nelle vie parallele al viale.
«Corrono con questi sacchi bianchi poi vediamo passare le forze dell’ordine, e dopo poco ritornano dove si erano sistemati prima - spiegano ancora dal gruppo - E questo accade di continuo, ora siamo veramente stanchi perché già per noi è dura andare avanti, però al contrario di loro noi paghiamo tasse e quant’altro regolarmente, nonostante gli incassi siano fortemente diminuiti». La crisi è tangibile e purtroppo si fa sentire. I guadagni non sono più quelli di una volta, chi ha un’attività deve fare i conti con meno soldi e sempre più uscite, e per ora pure con pochi turisti. «Quest’estate sarà difficile, assistiamo ad una diminuzione pesante sia nelle vendite che nelle presenze che non promette nulla di buono, poi dobbiamo accettare che altri senza pagare nulla vendano oggetti che abbiamo anche noi nei nostri negozi? Non è giusto, adesso basta».
Se questa è la realtà della parte a nord di Follonica a sud le cose sembrano diverse. Ma non senza un motivo. Innanzitutto la spiaggia da Senzuno fino al confine con Scarlino è più larga, il passaggio dei venditori provoca meno fastidi. Poi lì non c’è la zona pedonale, quindi sulla strada non ci sono spazi dove poter stendere la merce. Non che non esista l’abusivismo, si vede meno.
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