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Pagamenti in tempi più brevi

Pagamenti in tempi più brevi

L’azienda sanitaria ci prova: obiettivo scendere da 180 giorni a 60

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GROSSETO. A parità di importo un finanziamento in due tranche da parte della Regione, invece che in un unico scaglione, dovrebbe permettere alla Asl9 di saldare più rapidamente i debiti con i fornitori. È questa la ratio che ha portato all’approvazione nell’ultima seduta della giunta regionale di una delibera presentata dall’assessore al bilancio Riccardo Nencini. Da Firenze ogni mese vengono trasferiti alle aziende sanitarie locali circa 530 milioni, dei quali 25 milioni finiscono nelle casse dei nosocomi maremmani. Finora gli uffici della giunta provvedevano a trasferire la rimessa di mensile entro il 15 di ogni mese. Prima di quel termine però le aziende devono corrispondere gli oneri previdenziali e assistenziali ai dipendenti e tutto ciò contribuiva all’accumularsi di ritardi nei pagamenti ai fornitori. In base alla delibera i trasferimenti avverranno in due tempi: un primo accredito, nella misura necessaria alla copertura degli oneri previdenziali e assistenziali del personale dipendente, verrà erogato entro i primi giorni del mese, in modo da garantirne l’effettiva disponibilità alle aziende sanitarie entro il 10 di ogni mese; la seconda quota verrà effettuata secondo i tempi attuali (dal 10 al 15 di ogni mese). La Asl9 ad oggi registra una dilazione nei pagamenti tra i 120 ed i 150 giorni dalla data di emissione della fatture, ovviamente in riferimento a quelle per le quali è stato autorizzato il saldo. Il dato certifica un ritardo maggiore tra i 50 e gli 80 giorni rispetto alla direttiva dell’Unione europea che ferma l’asticella a 60 giorni. L’azienda sanitaria maremmana evidenzia che la situazione è dovuta principalmente ad una penuria di liquidità causata da perdite pregresse – pari a circa 68 milioni di euro – che non sono state ripianate dalla Regione. Facendo una radiografia di se stessa e con una buona dose di onestà intellettuale, la Asl9 nella delibera interna ammette che “una quota del ritardo potrebbe comunque essere ridotta migliorando le nostre performances”. A poter essere velocizzati sarebbero i tempi di autorizzazione da parte delle strutture aziendali, le procedure di registrazione e trasmissione delle fatture e la programmazione dei pagamenti. Se tutti questi “asset” venissero accelerati, le erogazioni da parte dell’azienda beneficerebbero di una riduzione dei tempi di circa un mese al netto della nuova normativa regionale. Quindi con le novità introdotte la soglia potrebbe abbassarsi ancora di più, anche se attualmente la filiera del debito registra alcune criticità. Le fatture vengono registrate in tre mesi, due in più rispetto alla previsione di 30 giorni, mentre la verifica e successiva autorizzazione ai pagamenti da parte dalle strutture preposte fa accumulare altri 60 giorni di ritardo. Così si raggiunge un aggravio temporale che mediamente sfiora i quattro mesi, al quale va aggiunta la farraginosità nella tracciabilità dei flussi che, per importi superiori ai 10mila euro, prevede un’ulteriore verifica da parte di Equitalia. L’obiettivo di un abbattimento dei tempi di 30 giorni verrebbe raggiunto calcolando 10 giorni di guadagno per ognuna delle criticità se venissero effettivamente superate, anche solo parzialmente.

Lorenzo Santorelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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