Il Tirreno

Grosseto

Irrevocabile l’addio di Carlo Martelli Non sarà sostituito

di Gabriele Baldanzi
Irrevocabile l’addio di Carlo Martelli Non sarà sostituito

È il quarto assessore che lascia la giunta Innocenti Lunedì incontro con il sindaco, mercoledì direzione Pd

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ROCCASTRADA. L’uomo di punta della giunta Innocenti (per esperienza e competenze), l’assessore Carlo Martelli (Pd), con deleghe ai lavori pubblici, al patrimonio e alla protezione civile, in carica da soli 9 mesi (era subentrato a Marco Chiavacci nel settembre scorso), giovedì ha protocollato le sue dimissioni.

Una decisione irrevocabile. Non si torna indietro.

E’ il quarto assessore che lascia dopo Filippo Checcucci (che aveva lasciato nel luglio 2011), Marco Chiavacci e il vicesindaco Fenili (agosto 2011). Un record. Stavolta non ci sarà sostituzione.

«Se le dimissioni non rientrano – avrebbe detto Innocenti – si va avanti con un assessore in meno». Il Tirreno, dieci giorni fa, aveva anticipato quelle che erano le intenzioni di Martelli, dando notizia del suo disagio e della volontà di lasciare l’amministrazione, stati d’animo già manifestati al sindaco e al segretario del partito, il dimissionario Roberto Calvellini.

Il Partito democratico di Roccastrada aveva attuato il solito maldestro cover-up. In una lettera aperta e poi in una conferenza-stampa, convocata a Grosseto, nella sede della Federazione, Calvellini aveva bollato come «spazzatura» questa notizia e definito l’articolo del nostro giornale «completamente infondato», spostando il tiro su «pericolosi dipendenti del Comune». Il tempo, in questi casi, è galantuomo.

Martelli, espressione della sezione di Roccatederighi, è uomo di partito, non incline ai riflettori. Uno della vecchia guardia. Calvellini e il sindaco, l’estate scorsa, lo avevano scelto convinti che avrebbe portato alla giunta un plusvalore. Una nomina che, per il metodo usato, non entusiasmò né Marras, né Fernando Pianigiani, di cui Martelli era ‘ombra’ e segretario operativo. Martelli non ha lesinato impegno.

Ha preteso rispetto, condivisione. Si è mostrato restio ai compromessi e quando, otto mesi dopo aver accettato l’incarico, si è sentito messo in discussione dal vertice del suo stesso partito, ha preferito fare un passo indietro.

L’ultimo screzio si è consumato in municipio, mercoledì. Una discussione con il vicesindaco Francesco Limatola, un animato scambio di opinioni, poi la fallita mediazione del primo cittadino. Nel pomeriggio l’annuncio delle dimissioni e l’atto formale.

Martelli era sotto pressione da settimane: stanco di questa interminabile fase transitoria in cui si trovano a vivere Pd e Comune, tra riorganizzazioni mancate, disaccordi sui metodi di lavoro, una gestione complicata della struttura comunale; in ultimo l’attacco dei giorni scorsi portato alla giunta dallo stesso Calvellini. Proprio i contenuti del documento redatto da Calvellini (molto duro nei confronti dell’amministrazione Innocenti), concepito per restare interno alla dirigenza del Partito democratico ma finito in mani sbagliate, aveva innescato l’ennesima crisi.

A Roccastrada proseguono quindi le fibrillazioni. Lunedì Martelli e sindaco si incontreranno di nuovo per un chiarimento. Mercoledì 20 è invece fissata la riunione della direzione del Pd. A fine mese l’elezione del nuovo segretario. Non ci sarà unanimità su Ilaria Fucili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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