Il Tirreno

Grosseto

Countdown per la tassa Vacanze salate a Scarlino

di Alfredo Faetti
Countdown per la tassa Vacanze salate a Scarlino

La novità approvata dal consiglio comunale: nelle casse 130mila euro in più L’opposizione chiede investimenti nel settore del turismo che garantirà il gettito

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SCARLINO. Dal primo luglio, insieme al saldo del pernottamento, i turisti a Scarlino dovranno pagare qualcosa in più. In base alla struttura, alla propria famiglia, alla durata della loro vacanza, fatte salve alcune eccezioni. Ma in ogni caso dovranno pagare l’ormai nota tassa di soggiorno.

Il consiglio comunale ha approvato (con i soli voti della maggioranza) il regolamento nella seduta di ieri mattina, in una sala gremita dagli operatori, che in silenzio hanno ascoltato con attenzione la girandola d’interventi che si sono susseguiti. La discussione è iniziata con la relazione dell’assessore al Turismo Arianna Picci alle 9.20 e si è conclusa quando le lancette segnavano quasi mezzogiorno, con maggioranza e opposizione che non se le sono mandate a dire. Dopo tante discussioni, insomma, l’imposta è realtà. Gli operatori di alberghi, campeggi, Bed&Breakfast e così via avranno a disposizione quindici giorni per poter organizzare l’ingresso della novità. Il gettito previsto è di circa 130 mila euro, ha spiegato l’applaudita Picci (anche dalle opposizioni che le hanno riconosciuto un ottimo lavoro di mediazione). «Io non credo che sarà di questa cifra: sarà meno» ha detto Alduvinca Meozzi, del gruppo Scarlino Insieme. «Doveva essere introdotta già dal primo di giugno, ma è slittata di un mese dopo la pronuncia del Panel. Quindi dalle previsioni dobbiamo sottrarre un mese di gettito».

Il Panel di indirizzo dell’osservatorio turistico di destinazione, infatti, a suo tempo ha espresso parere contrario all’introduzione della tassa a partire dalla stagione in corso. «Rappresenta le perplessità che abbiamo sempre espresso anche noi» dice Matteo Ulivelli per la Rinascita di Scarlino, che poi aggiunge: «l’introduzione deve passare anche attraverso una convergenza con tutti gli altri Comuni della provincia, altrimenti posso crearsi situazioni non eque». Su questo aspetto anche la maggioranza ha dovuto allinearsi con le opposizioni. «Dispiace in effetti che non ci sia stata un’organizzazione provinciale» dice Gabrielle Bugelli, consigliere ed ex assessore al turismo, chiedendo però (così come i suoi colleghi) di aspettare questo primo anno di tassa prima di esprimere un giudizio. «Mi chiedo come mai il sindaco sia stato il primo in tutta la zona a proporre questa imposta» continua Meozzi.

Maurizio Bizzarri, infatti, è stato l’apripista della tassa di soggiorno. «È inutile girarci intorno – dirà a fine discussione – è una tassa per il bilancio che serve non solo a creare la possibilità di nuovi servizi, ma anche per mantenere quelli esistenti». Mesi di discussione riassunti in due ore di consiglio. Ora la strada però è tracciata. «Entro la fine del mese convocheremo un’altra consulta del turismo – dice Picci – per discutere anche con gli operatori su come destinare i ricavi». Soldi che si andranno ad aggiungere ai 69mila euro che il Comune già destina al settore. Perché questo adesso è il nodo da sciogliere: come utilizzare questi soldi? Il Pdl anche a questo proposito ha organizzato un convegno la scorsa settimana. «Aveva lo scopo di dare un contributo di idee, vista la crisi, alla crescita e lo sviluppo, con particolare riferimento al settore turistico» dice il coordinatore Luciano Giulianelli. E qualcosa è stato partorito.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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