Proteste
«Una mascalzonata vado per vie legali»
L’assessore Cerciello replica: non ho nulla da nascondere
GROSSETO. Fiancheggiato dallo stato maggiore dell’Udc e dal suo avvocato, forte del sostegno politico dell’amministrazione plastificato dalla presenza di altri colleghi di giunta, Emanuel Cerciello ha convocato una conferenza stampa per raccontare la propria verità sul debito tributario da 20mila euro saldato due giorni dopo la nomina ad assessore al commercio. Ricevute alla mano, Cerciello ha spiegato l’origine di quel pagamento, rigettando l’ipotesi di incompatibilità con il ruolo ed annunciando una controffensiva legale nei confronti dei protagonisti di quella che definisce una «mascalzonata».
Il 13 giugno 2011, due giorni dopo il varo da parte del sindaco Emilio Bonifazi della nuova giunta, il neo assessore si era recato all’agenzia delle entrate per sanare una morosità pari a circa 20mila euro, frutto di imposte erariali legate alla professione di agente di viaggi ed altri tipi di tributi come alcune contravvenzioni stradali e la mancata quota di iscrizione alla camera di commercio. Il Tirreno, venuto a conoscenza del fatto, aveva sollevato un caso scevro di pruriginosità poiché in ballo c’è la compatibilità con la nomina ad assessore. Infatti secondo il Tuel - Testo unico enti locali, una sorta di “costituzione” delle istituzioni periferiche - è incompatibile con la carica di consigliere comunale, e per riflesso con quella di assessore anche se un ruolo non è propedeutico all’altro, chi “avendo un debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi nei riguardi di detti enti (il Comune ndc), abbia ricevuto invano notificazione dell'avviso”.
Inevitabilmente la vicenda ha fatto emergere anche aspetti fiscali che il diretto interessato avrebbe preferito mantenere riservati. Cerciello si presenta nella sala di un albergo cittadino, «è una questione che mi riguarda personalmente, per questo non ho convocato la conferenza stampa nelle sedi istituzionali», affiancato dai vertici provinciali provinciali dell’Udc, il segretario Iacopo Tonelli ed il vice Giacomo Giulianelli, e dal suo legale, Rosanna Andreozzi.
L’uditorio annovera Gabriele Bellettini, ex sindaco e memoria storica del partito, il vicesindaco Paolo Borghi e gli assessori Arsenio Carosi e Giovanna Stellini. Dopo un preambolo diplomatico, la prima zampata di Cerciello è con gli artigli ben in mostra.
«Ho dato mandato al mio ufficio legale di intraprendere le vie giudiziarie. Non ce l’ho con nessuno in particolare, e probabilmente presenteremo una denuncia contro ignoti». Il tempo di bere un bicchiere d’acqua per agevolare la salivazione, e l’obiettivo degli strali affiora dall’anonimato. «E’ evidente che c’è stata una fuga di notizie da parte di Equitalia. La prossima volta possono riscuotere le cartelle esattoriali direttamente in piazza Dante. Tra le tante telefonate di solidarietà che ho ricevuto, me ne sarei aspettata una anche da parte loro che invece non c’è stata». Secreta la prima dose di tossine, il discorso diventa più dettagliato. «Avevo un contenzioso e l’ho voluto estinguere, seppure fossi convinto e lo sono tutt’ora di aver ragione. Volevo evitare rogne e ho deciso di pagare contro il parere dei miei avvocati». Cerciello snocciola alcuni tributi erariali, alcuni legati all'attività dell’agenzia di viaggi e risalenti ai primi anni 2000 - «nemmeno si chiamava Last Minute Tour e c’era un altro socio, quello attuale è totalmente estraneo ai fatti» - ad un iva del 2006, «erano 6 euro e con gli interessi sono diventati 400». Le multe per condotta stradale scorretta - «1400 euro» - sono gli unici soldi che l’assessore dice di aver pagato ad un’amministrazione comunale «ma in provincia di Pisa».
«Non c’è nessuna pendenza che sia in contrasto con il Tuel e sono sempre stato un cittadino e contribuente onesto» afferma con piglio energico mostrando le ricevute Tarsu. Interpellato dal cronista sulle possibili conseguenze, anche politiche, che scatutirebbero dalla conferma di un’altra cartella da decine di migliaia ancora pendente, l'assessore respinge ogni addebito. «Non è vero. Ad oggi non mi è stato notificato nessun avviso e sarebbe assurdo se i giornalisti ne fossero venuti a conoscenza prima di me». Non nomina il centrodestra me è nei rancori provati in quell’area dopo la decisione dell’Udc di sostenere l’attuale maggioranza – il genero Bellettini è stato il sindaco che ha concluso il mandato delle due giunte targate Antichi – Cerciello vede il brodo di coltura che ha fatto deflagare l'affaire ad un anno dalle elezioni.
«E’ chiaramente un attacco politico, ma se scendono sul piano personale vuol dire che come amministrazione stiamo lavorando bene. Questa coalizione andrebbe avanti anche senza di me perché scelta da un congresso e frutto di un lungimirante progetto politico». Incassata la scontata solidarietà di Tonelli e Giulianelli, tocca all'avvocato Andreozzi parlare di «grave violazione della privacy. Stiamo ancora valutando i reati ipotizzabili ed i soggetti ai quali ascriverli». Nonostante la quinta commissione di garanzia e controllo non sia stata ancora interpellata, il segretario generale Mario Venanzi sta già acquisendo documenti per fornire un parere, se richiesto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
