Il Tirreno

Grosseto

Spiagge prese d’assalto dai venditori abusivi

di Paola Villani
Spiagge prese d’assalto dai venditori abusivi

La protesta dei gestori di stabilimenti balneari: «Sono troppi e danno fastidio» Domenica sul litorale tantissime donne con i bimbi piccoli al seguito

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FOLLONICA. Lo sfogo di un imprenditore follonichese che non sa come gestire gli abusivi. «Qualcuno mi dica come mi devo comportare con i venditori che disturbano i miei clienti». Sempre più abusivi sulle spiagge del Golfo, impossibile frenare l’arrivo in massa di stranieri che ogni giorno fanno chilometri a piedi sul litorale pur di incassare qualche euro. Ogni anno la situazione (a quanto dicono gli imprenditori) peggiora: già domenica scorsa gli ambulanti erano a decine. Nel passato proprio per arginare il fenomeno le forze dell’ordine avevano fatto un bitz alla stazione fermando centinaia di extracomunitari provenienti dalle città vicine per una giornata di lavoro sull litorale. Ma a poco è servito. Un dato significativo è l’aumento esponenziale delle donne: se prima infatti gli stranieri presenti erano esclusivamente maschi adesso invece la parte rosa sembra rappresentare quella più numerosa. «Il problema sta assumendo proporzioni preoccupanti - spiega Mario Lari, proprietario del Bagno Nettuno a Pratoranieri - Queste persone sono sempre più numerose e in particolare lo sono le donne. Evidentemente sanno che vedendole, magari con i figli piccoli al seguito, possono essere più tollerate. Se prima potevano offrire piccole cose, adesso si portano dietro enormi borsoni strapieni di vestiti, costumi, e chissà cos’altro». La spiaggia di Follonica non è quella adriatica, lo spazio è poco quindi quando i venditori si spostano tra un ombrellone e un altro rischiano di colpire i bagnanti con le sacche dove tengono la merce. E poi spesso chi sta godendo del sole non gradisce l’arrivo di qualcuno che, a volte ostinatamente, chiede di comprare qualcosa. «Con tutta quella roba danno fastidio a chi se ne sta in relax», continua Lari. L’imprenditore racconta che domenica dopo le lamentele di alcuni clienti ha iniziato a chiedere agli extracomunitari di passare sul bagnasciuga senza entrare in mezzo agli ombrelloni. «Ti prendono in giro - spiega - Si sentono impuniti. Ho provato a chiedere di non passare tra le file: qualcuno dice di sì, dopo tre metri ritorna, altri non ti considerano proprio e continuano a fare il loro comodo come se niente fosse». La questione è come comportarsi in questi casi. Certo è che una presenza costante delle forze dell’ordine non è immaginabile, quindi come deve agire un imprenditore? «Ci sentiamo inermi nei confronti dei nostri clienti che ci chiedono di intervenire, ma noi non sappiamo come fare - aggiunge - bisognerebbe che qualcuno si prendesse la responsabilità di dirci cosa dobbiamo fare, perché in questo modo per noi è impossibile lavorare».

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