Proteste
«La riorganizzazione non si tocca»
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale il presidente Marras replica a Ceccarelli
GROSSETO. Una collisione “in punta di diritto” tra il presidente della Provincia, Leonardo Marras, e l’assessore comunale alla pubblica istruzione, Luca Ceccarelli, dimostra come non esista una posizione univoca tra palazzo Aldobrandeschi ed il municipio sulla riorganizzazione della rete scolastica.
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che, a seguito dei ricorsi presentati da varie regioni tra le quali la Toscana, ha dichiarato illegittimo uno degli articoli cardine della riforma Gelmini che fissava a quota 1000 alunni (500 in casi specifici) la soglia indispensabile per l’autonomia degli istituti comprensivi, è tanta la confusione sotto il cielo della politica grossetana.
La Consulta ha ritenuto incostituzionale la disposizione per violazione del terzo comma dell'articolo 117 della Costituzione, «essendo una norma di dettaglio dettata in un ambito di competenza concorrente in materia d’istruzione». In pratica è stata riscontrata un’invasione di campo dello Stato nelle prerogative legislative della Regione. Ciò che invece ancora non è stato certificato è l’indirizzo da seguire per l’anno scolastico che si aprirà a settembre.
Nell’intervista di ieri a Il Tirreno Ceccarelli, dopo aver ribadito il suo parere favorevole alla proroga di un anno, ha dichiarato che «in punta di diritto si torna alla situazione preesistente, ovvero ai circoli didattici. Ma l’ultima parola spetta alla Regione, dalla quale attendiamo gli atti di indirizzo». Appellandosi anch’egli ai codici di giurisprudenza e rimettendosi alle volontà di Firenze, Marras replica a Ceccarelli, senza mai citarlo, che «se proprio vogliamo ragionare “in punta di diritto”, come ha ben spiegato l’assessore regionale Stella Targetti, la sentenza della Corte costituzionale “rimette ordine nelle competenze e riconsegna alle Regioni, come è giusto che sia, il diritto di decidere sulla rete delle istituzioni scolastiche”». Citando testualmente le parole della vicepresidente regionale, come a voler sottolineare l’isolamento della posizione adottata dal membro della giunta Bonifazi, Marras ricorda che quanto accaduto «non ha tuttavia alcuna incidenza sulla programmazione dell’offerta formativa e sul dimensionamento della rete scolastica toscana 2012/2013. Le delibere assunte dalla Giunta regionale sono infatti il frutto di un lavoro attento e di una volontà largamente condivisa dalle realtà del territorio che partecipano alla formulazione della pianificazione scolastica regionale». Avanti dunque con il piano di dimensionamento 2012 – 2013 della rete scolastica provinciale – che a Grosseto ha creato sette istituti comprensivi coinvolgendo anche i comuni di Scansano e Castiglione della Pescaia – perché «non c'è alcun effetto automatico di annullamento derivante dalla recente sentenza». «Il piano infatti – prosegue il presidente della Provincia - è stato definito non rispettando il limite minimo dei 1000 studenti per autonomia, questione oggetto del ricorso, ma tenendo conto della media come indicato dalla Regione. Per cui esistono istituti comprensivi che per numero di studenti rimangono al di sotto di quella soglia, ed altri che sono al di sopra, ma che complessivamente rispettano la media». Dalla stessa parte si era già schierato anche il provveditore agli studi, Elisa Amato Nicosia, che aveva evidenziato come fossero già state espletate tutte le procedure per definire gli organici di scuole dell’infanzia, elementari e medie, respingendo l’ipotesi di riapertura delle trattative a pochi mesi dall’avvio del nuovo anno scolastico. Una linea ben marcata che secondo Marras non prevede sfalsamenti poiché - casomai l’avviso non fosse stato abbastanza netto - «ogni messaggio distorto provoca caos e preoccupazioni di cui certo non abbiamo bisogno». Cambiamenti potranno esserci solo nell’anno 2013 – 2014, il cui dimensionamento scolastico verrà discusso «a partire dal prossimo novembre quando, come ogni anno, avvieremo il confronto insieme ai Comuni». La sentenza riconosce comunque allo Stato il diritto di non assegnare il dirigente scolastico agli istituti che ritiene sottodimensionati. «Un’autonomia senza testa non ha neppure le gambe» aveva concluso Targetti. «Il nostro piano ha testa e ora dobbiamo dargli le gambe» chiosa Marras. (l.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
