Il Tirreno

Grosseto

La festa della birra per tenere vivo il centro

La festa della birra per tenere vivo il centro

I commercianti difendono l’iniziativa. Felicioni: «L’amministrazione faccia qualcosa, così si muore»

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GROSSETO. Continua a far parlare di sé la Festa della birra. Trascorsa da diversi giorni, eppure ancora sulla bocca di tutti. La città si è letteralmente spaccata: c’è chi difende la manifestazione e chi proprio non la digerisce, ritenendola sguaiata, come nel caso degli Amici del centro storico. Più passa il tempo però, più pare evidente che questi ultimi siano in netta minoranza. Anche le odierne prese di posizione, infatti, strizzano l’occhio all’evento firmato Ascom e Maremma malto e musica, da più parti riconosciuto come un’iniezione di vitalità per un capoluogo a dir poco addormentato. «Credo sia assolutamente evidente che chi critica – attacca il titolare di un bar – non è neppure passato dalle parti della Festa. Siamo rimasti fino a tarda notte a ripulire. I vandali di certo non li combatti stando chiuso, ma facendo vivere la città». Poi, sulla denunciata carenza di servizi igienici pubblici: «Tutti i locali avevano messo a disposizione i propri bagni. Ci fossero stati i wc chimici probabilmente i soliti deficienti avrebbero orinato contro l’esterno della struttura, senza utilizzarla a dovere. È questione di educazione. Invito gli Amici del centro a fare due passi da queste parti durante la settimana, vedrebbero ragazzi che giocano a pallone utilizzando come porta l’ingresso del Duomo: ecco quali sono le cose realmente gravi. I decibel? Siamo stati attenti e abbiamo rispettato le norme». Infine un occhio al prossimo appuntamento, quello della notte bianca, prevista per il 23 giugno. Forte anche la presa di posizione dell’architetto Massimo Felicioni, capogruppo della civica Grosseto oggi: «È passato un anno dalle elezioni e ancora dall’«mministrazione non è scaturita nessuna iniziativa per rendere viva la città. A Grosseto abbiamo bisogno dell’arrivo della manifestazione degli zombie. Meno male che c’è l’acume dei giovani, che unito alla loro capacità provocatoria e a una dose di vena artistica denuncia un vuoto troppo grande per essere tollerato». Felicioni ricorda che da molto tempo il suo movimento civico propone al sindaco e alla giunta di «Farsi attori d’azioni a favore dei giovani. Oggi invece gli alunni del liceo organizzano le feste fuori città e chi vuole andare in discoteca deve prendere l’auto, con i rischi che tutti conosciamo. Di contro ci si trincera dietro risposte discutibili del tipo: “Ci sono il Moderno, le Cave”. In realtà, come attestano in maniera inequivocabile gli organizzatori dello “Zombie walk”, a Grosseto c’è la morte». Ma perché tutto questo? «Francamente credo ci sia poco altruismo, troppo falso perbenismo, ipocrisia e tanta intolleranza, come attestano le critiche di questi giorni a manifestazioni come quella dedicata alla birra. La cosa triste è che in questa nostra desolazione, anziché aggregare, va di moda il “tutti contro tutti”, la voglia di demolire invece di aiutare e migliorare quel poco che c’è».

Maurizio Bernardini

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