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Grosseto

Ex Enaoli, «va rivisto il canone d’affitto»

Ex Enaoli, «va rivisto il canone d’affitto»

Lo chiede il Comune alla Regione per l’interesse pubblico generale: dal 2009 è di 90mila euro annui

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RISPESCIA. Prendere atto della valenza di “interesse pubblico generale” delle attività svolte da Legambiente all’ex Enaoli e alla luce di ciò rideterminare il canone d’affitto della struttura.

È quanto chiede il Comune alla Regione con un atto di indirizzo approvato dalla giunta comunale dello scorso 5 giugno. La struttura che fino allo scioglimento dell’ente omonimo ospitava i “ragazzi dell’Enaoli” (Ente nazionale per l’assistenza degli orfani dei lavoratori italiani) è infatti di proprietà regionale e viene data in concessione al Comune di Grosseto che a sua volta la affida in sub-concessione a Legambiente “con la finalità di svolgere attività di promozione e sviluppo delle politiche ambientali e la promozione delle innovazioni tecnologiche in chiave eco-energetica”. L’ultimo rinnovo della concessione dalla Regione al Comune risale al 2009, con il canone annuo fissato in 90mila euro. Un rinnovo che ha significato per l’associazione vedere triplicato da un anno all’altro l’affitto da pagare. La giunta comunale propone agli uffici regionali competenti di «rideterminare le condizioni economiche del disciplinare di concessione dell’ex Enaoli». Una proposta, quella del Comune, supportata dal riconoscimento del Centro di educazione ambientale di Legambiente come realtà di eccellenza per la didattica ambientale, per le attività con le scuole, per la promozione dell’uso delle energie rinnovabili. C’è di più: il Comune riconosce all’associazione di «aver dato vita a progettualità, percorsi e iniziative, talune periodiche e ricorrenti, che per la loro natura, i loro destinatari e beneficiari e la loro conformità alle politiche e alle strategie perseguite dal Comune possono essere definite di interesse pubblico generale».

Torna così d’attualità l’allarme lanciato da Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente poco più di un anno fa a proposito della insostenibilità per l’associazione del canone annuo d'affitto dell'ex Enaoli. Erano i giorni in cui Legambiente presentava al pubblico i lavori di ristrutturazione eco-energetica di un’ala della struttura e Gentili ventilò l’ipotesi dell’addio di Legambiente alla sede di Rispescia. «È stata fatta – disse al Tirreno – una valutazione di mercato del canone per l’ex Enaoli ma noi non siamo una realtà commerciale». E ancora: «Se dovessimo verificare che non ce la facciamo più a pagare seppure a malincuore saremmo costretti a lasciare questa sede». Un’ipotesi che evidentemente la giunta comunale vuole ora ufficialmente provare a scongiurare. (s.l)

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