Il Tirreno

Grosseto

Dritti al calcio che conta con gli atleti “fatti in casa”

di Alfredo Faetti
Dritti al calcio che conta con gli atleti “fatti in casa”

La nuova società di Massa pensa a una squadra con tanti giocatori del paese I soldi non ci sono: «Nei prossimi giorni andremo noi a tagliare l’erba»

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MASSA MARITTIMA. Il calcio ai massetani, quanto più possibile. Perché «in piazza ce lo chiedono», senza contare che «il passato calcistico di Massa Marittima è grande». Dalle parole del direttore sportivo Riccardo Cappellini si vedono le prime luci della nuova alba del calcio cittadino. La neonata squadra si chiama agd Massa Marittima e «il nostro progetto è arrivare nel giro di qualche anno nel calcio che conta», continua. Quello a cui i massetani erano abituati fino a non tantissimo tempo fa. Ma la storia recente ha visto la tradizionale squadra sprofondare sempre più in basso nei gironi dilettantistici, anche per una grossa crisi societaria. La Massetana infatti ha da poco chiuso un campionato tutt’altro che entusiasmante, oltretutto sfrattata nel corso della stagione da quella che è sempre stata casa sua: lo stadio Elmi. Il problema ha riguardato i patti, messi nero su bianco, tra l’amministrazione e il suo presidente Stefano Bolici. Il patto, tra i tanti, prevedeva l’obbligo di assicurare i settori giovanili: ma i bambini non c’erano più. L’agosto scorso, invece, 96 giovani massetani andarono con i genitori ad iscriversi alla Nuova Massetana (oggi agd Massa Marittima). «Siamo stati l’unica squadra nella provincia di Grosseto che ad ottobre aveva più di 90 ragazzi iscritti» spiega il segretario Carlo Krismer. Gli impianti (l’Elmi e la Camilletta) sono così passati di mano, con il Comune che ha chiuso i rapporti con Bolici e ha firmato una nuova convenzione con il presidente Andrea Franchellucci. Ma il passaggio di consegne che più interessa ai tifosi è un altro: quello sul campo. Come ogni squadra appena nata, anche l’agd Massa Marittima partirà dal gradino più basso: la Terza Categoria. «Partire da zero non è facile. In questo primo campionato cercheremo di fare il meglio possibile, per poi "addrizzare" il tiro per il futuro» spiega il mister Luca Grossi. Questo è il progetto in campo e durante gli allenamenti; al di fuori, invece, la mission è  «coinvolgere le persone di Massa Marittima», spiega Cappellini. «Lo abbiamo messo anche nella convenzione: riuscire, per quanto possibile, a portare avanti il progetto con le persone del posto». Portare di nuovo Massa Marittima nel calcio che conta insieme ai massetani. E il ds non si riferisce soltanto alla prima squadra, ma anche alle giovanili. «Abbiamo affidato le giovanili a persone esperte del posto. Ogni squadra ha un istruttore, che verrà affiancato da un collaboratore alle prese con il corso del patentino». Altro capitolo poi riguarda gli impianti. La società ha chiesto lo stesso contributo che l’amministrazione concedeva alla Massetana, ma occorrerà aspettare l’approvazione del bilancio. Tra l’altro, la dirigenza ha portato negli uffici comunali anche un progetto per provare a recuperare lo stadio della Camilletta, ormai sprofondato nel degrado. Ma i fondi è difficile trovarli in questo periodo. Il presidente però non si scoraggia: «nei prossimi giorni andremo a tagliare l’erba – spiega – poi cercheremo un modo per poterla valorizzare».  

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