Finanza
Distrutto il materiale per il biogas
Sabotaggio nel terreno della Sacra: inutilizzabile il raccolto destinato alla centrale, danni per centinaia di migliaia di euro
CAPALBIO. Un danno da alcune centinaia di migliaia di euro, un paio di tronchesi che tagliano la rete e forbici pronte a mettere in ginocchio un’azienda che ancora deve nascere. Ce ne sarebbero di elementi, in questa storia, per diventare un racconto giallo. Perché ad essere stato reso inutilizzabile, è il materiale per la centrale a biogas di Capalbio, l’impianto delle polemiche che aspetta l’autorizzazione per essere costruito.
Sulla strada comunale dell’Origlio, a poche centinaia di metri dalla casa di Furio Colombo, uno dei più grandi oppositori al progetto della Sacra, due notti fa qualcuno ha fermato la macchina o il furgone e ha spento i fari. Bastava la luce della luna per illuminare quel terreno dove la società, che sta aspettando appunto il via libera alla realizzazione dell’impianto, aveva stoccato il raccolto che serve proprio come carburante della centrale. Trentaquattro “silobag”, contenitori fatti con una plastica speciale dove mettere il raccolto a fermentare.
La Sacra si stava quindi preparando: una volta ricevute le autorizzazioni, la costruzione dell’impianto doveva essere veloce. l’intera pratica archiviata entro il 31 dicembre, termine ultimo entro il quale la centrale avrebbe dovuto cominciare a produrre energia. La legge, in questo senso, parla chiaro. Il materiale che finisce dentro l’impianto deve essere, per l’80%, prodotto direttamente sul terreno dell’impianto.
In via dell’Origlio, quei 14 silobag che sono stati squarciati durante la notte tra mercoledì e giovedì, significano una cosa per la società: che anche se l’impianto verrà realizzato, se le autorizzazioni arriveranno in tempo, non ci sarà carburante per mettere in funzione la centrale. La società infatti, non potrà comprare, se non soltanto per il 20% del combustibile necessario, materiale da altre aziende.
Il raccolto, che era stato “insilato” nei silobag è ora inutilizzabile. E il danno provocato da chi di notte ha tagliato la rete principale per entrare nell’area delle mille polemiche, quelle sollevate da chi proprio a Capalbio quell’impianto non lo vuole, ammonta a diverse centinaia di migliaia di euro. Soldi che, nel bilancio della Sacra, si vanno ad aggiungere agli oltre settecentomila euro che la società perderà se la costruzione della centrale non sarà realizzata.
Ieri pomeriggio, a dare l’allarme sono stati i dipendenti della Sacra, quelli che si occupano della coltivazione di quei terreni. Quelli che avevano messo a dimora, in quei terreni, grano e mais proprio per far crescere il materiale che poi sarebbe servito a realizzare la centrale.
Hanno visto la rete del cancello d’ingresso, quello chiuso col grande lucchetto, tagliata ad altezza d’uomo: un buco dal quale passare senza alcuna difficoltà. Poi hanno gettato lo sguardo su quei cumuli di materiale infagottato in sacchi speciali che servono proprio a farlo fermentare e renderlo così materiale combustibile, per alimentare la centrale. Quattordici teli da buttare via, quintali di materiale che marcirà e che non servirà più a nulla e centinaia di migliaia di euro gettati al vento, compresi quelli che erano serviti per acquistare le attrezzature agricole necessarie a garantire quella parte della produzione che la Sacra aveva già avviato.
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