Il Tirreno

Grosseto

Chiuso il campus creativo “Giorgio Gaber”

Chiuso il campus creativo “Giorgio Gaber”

Oltre 4500 ragazzi da tutta Italia ad Arcidosso alla manifestazione-laboratorio di spettacoli teatrali

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ARCIDOSSO. Chiusa ad Arcidosso, al resort Colle degli Angeli, la terza edizione del “Premio Giorgio Gaber per le nuove generazioni” ,iniziato i primi di maggio. Un progetto rivolto ai giovani e ai giovanissimi, promosso e ideato dal Teatro stabile di Grosseto, che ha realizzato il premio arcidossino con la Fondazione Gaber di Milano e il sostegno economico di Camera di Commercio e Provincia, nonché della Strada del vino e dei sapori e del comune di Arcidosso.

Un vero e proprio campus creativo, il premio, in cui i ragazzi arrivati da tutta Italia, hanno avuto la loro occasione di presentare i propri progetti artistici, di condividerli e di discuterne con i loro pari. “Libertà e partecipazione” era lo slogan di quest’anno e ogni gruppo scolastico ha partecipato con pieces teatrali. Un duro lavoro quotidiano per le migliaia di ragazzi che, a rotazione, si sono succeduti nel campus.

Alessandro Gatto, responsabile del teatro Stabile, alla fine dell’edizione 2012, è soddisfatto della riuscita della manifestazione e fornisce dei numeri, ma non solo: «4500 ragazzi a Colle degli Angeli, di cui 300 provenienti dalla provincia di Grosseto, 3 milioni di contatti nel sito del Premio Gaber, 100 computer collegati sul web per la finale. 20.000 persone, soprattutto i colleghi delle scuole di provenienza dei giovani che sono restati incollati al piccolo schermo. Numeri che si fanno difficilmente in Italia per manifestazioni così», ha sottolineato Gatto.

«Per un evento, dunque, che ha portato in Amiata 4500 ragazzi e molti genitori e osservatori - aggiunge - sarebbe opportuno organizzare, fin da subito, per il prossimo anno, un pull organizzativo, fra esperti, politici, imprenditori, per creare un indotto vero e proprio attorno a questo progetto che ha scelto la propria location in Amiata e che ha tanta potenzialità».

Il sindaco di Arcidosso Emilio Landi, e l’assessore alla cultura Roberta Pomoni hanno rincarato la dose, mettendo in evidenza che quest’anno si sono cominciate a vedere ricadute positive in fatto di presenze ad Arcidosso. In particolare il sindaco Landi, ripercorrendo le tappe di un premio iniziato tre anni fa e su cui in molti nutrivano perplessità di riuscita, ha aggiunto che «l’evento, rispetto a tre anni fa, ha raddoppiato le presenze e di questo siamo soddisfatti. Puntiamo sui ragazzi, ma bisogna coinvolgere e spingere a venire in Amiata, anche le famiglie. E non solo: bisogna essere bravi a trasferire anche le nostre esperienze artistiche di montagna, dentro il premio».

Landi vorrebbe vedere all’opera compagnie teatrali locali, ai cori tradizionali, alle corali. «Incontro, insomma, fra chi arriva in Amiata per la prima volta e la deve scoprire e chi invece ci vive e esprime artisticamente la montagna e che potrebbe accompagnare i ragazzi in questa coperta - ha detto il primo cittadino - Il gruppo di lavoro indicato da Gatto, deve cominciare a ragionarci fin da subito. Abbiamo in mano una potenziale fonte di attivazione di un circuito turistico di tutto rispetto e dobbiamo sfruttarlo al meglio».

E infine il responsabile Alessandro Gatto ha chiuso con una battuta. «Il premio Gaber non è un concorso, ma una piattaforma educativa per formare cittadini consapevoli. Questo obiettivo è il principale ed è successo. Ma con una organizzazione più ampia, faremo succedere anche di più».

Fiora Bonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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