Il Tirreno

Grosseto

«Un milione e 250mila euro al Comune»

«Un milione e 250mila euro al Comune»

Il Tar conferma: privato deve pagare gli oneri per il centro commerciale (mai nato) di via Aurelia Nord

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. C’è un gruzzolo da un milione e 257mila euro (o giù di lì) in viaggio verso le casse del Comune di Grosseto. Un viaggio a ostacoli, ma che ora potrebbe avere l’accelerazione definitiva in virtù di una sentenza del Tribunale amministrativo regionale che l’altroieri ha deciso: la società Produzione Spazio srl deve dare quella somma al Comune, dovuta a titolo di oneri di urbanizzazione primaria e scondaria, di costruzione e sanzioni, relativi a una pratica edilizia del 2009.

Di che si tratta? Tecnicamente, di un permesso a costruire per la demolizione e la ricostruzione con ampliamento volumetrico di un capannone su via Aurelia Nord, e la ristrutturazione di un altro capannone in via Ambra. Tradotto in termini più chiari, si parla del progetto per la realizzazione di un nuovo centro commerciale (il terzo della serie, dopo Aurelia Antica e Ipercoop) che dovrebbe sorgere all’ex Olivieri.

Dovrebbe, perché se ne prevedeva l’apertura a fine 2010, ma ancora tutto è fermo. Senonché, ottenuto il permesso a costruire, nel 2009 il cantiere fu aperto e iniziarono i lavori. Per i quali il Comune, non avendo visto in due anni il becco di un quattrino nonostante ripetuti solleciti, nel giugno 2011 chiese al Tar l’emissione di un decreto ingiuntivo che imponesse a Produzione Spazio di pagare, appunto una somma quantificata – interessi e sanzioni comprese – in un milione e 257mila euro.

Il Tar accolse la richiesta ed emise il decreto, al quale Produzione Spazio si oppose, chiedendone la revoca. Perché, secondo la società, il permesso a costruire sarebbe stato volturato ad altra società (Aurelia Nord) sin dal febbraio 2011. E dunque all’Aurelia Nord avrebbe dovuto spettare l’onere... degli oneri.

Una tesi, ora, respinta dal Tar, che rileva come nel 2009 proprio Produzione Spazio avesse avviato i lavori. Dunque, «quali che siano i rapporti interni tra Produzione Spazio e società Aurelia Nord srl – scrivono i giudici fiorentini – Produzione Spazio è tenuta al pagamento integrale della somma ingiunta, salva la possibilità, in sede civile, di rivalersi nei confronti» di Aurelia Nord.

Insomma, prima si saldi il debito col Comune, poi si regolino i conti tra i privati. Né, dice il Tar, vi sono dubbi (pure avanzati da Produzione Spazio) sulla somma da versare, visto – scrivono giudici – che la stessa Produzione Spazio «ha in ben due occasioni espressamente riconosciuto e promesso» con note formali «il pagamento delle somme relative» a oneri e sanzioni. Dunque i soldi sono in viaggio. Almeno in punta di diritto. Che poi arrivino davvero è tutta un’altra storia. Lo spettro dell’insolvenza è sempre dietro l’angolo, il caso Consorzio Etruria insegna.

Emilio Guariglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze