Il Tirreno

Grosseto

Chiude la nefrologia Petizione dei pazienti

di Matteo Baccellini
Chiude la nefrologia Petizione dei pazienti

Resta la dialisi, ma da luglio il reparto sarà accorpato a quello di neurologia La rabbia dei malati: «Vogliamo raccogliere mille firme. Che ne sarà di noi?»

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. La notizia filtra nel mattino per i corridoi del Misericordia, si sparge col passaparola fino ai pazienti che nel giro di poche ore organizzano una raccolta firme per urlare la loro rabbia. Dal primo luglio il reparto di nefrologia, sarà chiuso, almeno per tre mesi.

«Una riorganizzazione necessaria», dicono all’Asl. Ma ai malati non va giù una decisione che qualcuno ipotizza essere definitiva e che tra due settimane comporterà la separazione di uno dei reparti di eccellenza dell’ospedale grossetano: al primo piano resterà l’emodialisi, dove i pazienti potranno continuare a curarsi con la depurazione del sangue, mentre il reparto di nefrologia, a cui era collegata la dialisi tramite un corridoio, verrà spostato e accorpato a neurologia.

«Il reparto così com’era concepito era perfetto - dice Sabrina Guida, trapiantata e portavoce dei tanti malati del reparto - c’erano pochi metri a separare la nefrologia dalla dialisi. Era stato pensato per garantire le emergenze: a volte chi va in dialisi ha bisogno di essere spostato direttamente nel reparto di nefrologia e viceversa. Sono casi frequenti in cui l’insufficienza renale è davvero critica e richiede interventi rapidi. Adesso ci dicono che il reparto sarà chiuso per tre mesi. Non ci crediamo, finora quando qualcosa è stato chiuso non ha più riaperto». E c’è chi cita gli esempi precedenti di oculistica, otorinolaringoiatria, urologia.

Da ieri è scattata una raccolta firme da parte dei pazienti con insufficienza renale, tantissimi, che chiedono all’azienda di ripensarci. Finora il reparto poteva contare su dieci letti, di cui due definite stanze tecniche (per le dialisi peritoneali, in cui i pazienti devono essere sottoposti alla cura uno per volta, con un catetere applicato allo stomaco): a quanto pare i letti diventeranno sei, accorpati a quelli di neurologia. Anche per gli infermieri cambieranno le cose, spostati in altri reparti. «E le stanze per le dialisi peritoneali, che spesso riguardano giovanissimi o pazienti in attesa di trapianti, potrebbero sparire».

«Di firme ne raccoglieremo anche mille per andare a parlare direttamente con il direttore generale o chi per lui - prosegue la portavoce degli “imbestialiti”, come dice lei - se viene chiuso quel reparto non si può garantire una cura come si deve ai tanti pazienti con problemi nefrologici, dai dializzati ai trapiantati passando per altri casi cronici. E poi vorremmo capire cosa c’entrano i malati di nervi con quelli di reni. E soprattutto, che fine faranno i dializzati peritoneali?».

Oltre tutto siamo in estate. Periodo in cui i pazienti aumentano con l’arrivo di molti da fuori per le vacanze. «Finora il servizio era sempre eccellente, anche in questo periodo. Ma adesso non sappiamo più cosa accadrà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca