Sicurezza
Jasmine resta in Maremma, genitori vicini all’accordo
Clamorosa svolta annunciata nell’udienza di ieri in Tribunale a Grosseto Il padre avrebbe scelto di lasciare la bimba contesa con la madre a Roccastrada
ROCCASTRADA. L’ufficialità è stata rimandata di pochi giorni, ma un accordo informale tra gli avvocati dei due genitori è stato raggiunto: Jasmine rimarrà a Roccastrada con la madre.
Ieri mattina al tribunale di Grosseto si è svolta l’udienza che avrebbe dovuto decidere sulla separazione dei due coniugi e, contestualmente, dare un parere determinante se non decisivo sull’affidamento della bambina di 9 anni al centro di una contesa giuridica internazionale tra la madre italiana e il padre tedesco.
Davanti al presidente del tribunale, Michele Addimandi, si sono presentati l’avvocato Andrea Parolini di Verona, difensore di Rainer Paeplow rimasto in Germania, Parisa Arefi Doost, la madre di origini iraniane ma cittadina del nostro Paese dove risiede dall’infanzia, e il suo legale, Laura Cossar di Milano.
L’udienza è durata solo mezz’ora perché tutto era già stato deciso nei giorni scorsi, quando telefonicamente Parolini aveva annunciato a Cossar la volontà del suo assistito di lasciare la bambina in Italia con la madre. Una notizia della quale il legale della donna aveva tenuto tutti all’oscuro per non creare illusioni e facili entusiasmi. Lo stesso giudice è stato colto di sorpreso e ha rinviato l’udienza alla settimana prossima quando, se l’accordo verrà confermato e non ci saranno colpi di scena, le due parti depositeranno un documento congiunto per attribuire la competenza ai tribunali italiani.
In caso di imprevisti, Addimandi sarà comunque costretto a prendere una decisione sulla giurisdizione. Il 19 giugno infatti scadono i termini della sospensiva accordata dal tribunale di Monaco di Baviera sul pronunciamento per l’affidamento della bambina ma lo stesso giorno nel palazzo di giustizia di Grosseto il rito, salvo imprevisti, passerà da litigioso a consensuale. Un cambiamento sostanziale oltre che formale perché in Germania sono ancora in piedi due filoni giudiziari. Uno civile, partito con la richiesta di “determina della residenza della bambina” – una formula surrettizia che avrebbe determinato, di fatto, l’affidamento - presentato dal padre alla Pretura di Kempten e giunta al secondo grado al tribunale di Monaco. Essendo previsto il rimpatrio di Jasmine tra le conseguenze possibili, l’avvocato Cossar non ritirerà il ricorso depositato in Cassazione fino a quando il provvedimento non sarà cassato ufficialmente.
L’altro filone, quello penale, fu avviato sempre da Rainer Paeplow con la denuncia nei confronti della moglie per sottrazione internazionale di minore. Questo percorso è quello più pericoloso perché i giudici tedeschi potrebbero andare avanti anche in caso di remissione della querela. Questo aspetto è determinante per la definizione delle condizioni per la separazione dei due coniugi poiché, se dovesse continuare a pendere la spada di Damocle di un potenziale trattenimento della bambina in Germania, i genitori con i loro legali potrebbero accordarsi su un periodo di visite solo nel nostro Paese, in attesa che la situazione di cristallizzi. Sarebbe paradossale - ma confermerebbe il ruolo di “terzo genitore” dello Jugendamt, l’ Ufficio di sorveglianza della gioventù che si occupa di casi che coinvolgono i minori – se dopo l’ accordo tra padre e madre si dovesse continuare a temere che Jasmine finisca in un istituto.
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