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«Illegittimo il piano di Ceccarelli No al metodo degli accorpamenti»

«Illegittimo il piano di Ceccarelli No al metodo degli accorpamenti»

GROSSETO. Riproponendo gli attriti nazionali che, al momento, sembrano archiviare la foto di Vasto, anche a Grosseto tra Sel ed Idv volano gli stracci. Terreno di uno scontro al calor bianco però...

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GROSSETO. Riproponendo gli attriti nazionali che, al momento, sembrano archiviare la foto di Vasto, anche a Grosseto tra Sel ed Idv volano gli stracci.

Terreno di uno scontro al calor bianco però non è il tema delle alleanze in un’ipotetica coalizione, bensì quello molto più concreto della scuola. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha ritenuto illegittimo l’articolo19, comma 4, della legge 111/2011 che fissava la soglia per l’autonomia di scuole dell’infanzia, elementari e medie in 1.000 alunni (500 in casi specifici), l’Italia dei Valori attraverso il consigliere Stefano Rosini, insegnante precario, e Luca Ceccarelli, assessore alla pubblica istruzione coinvolto in prima persona nel processo di razionalizzazione, con toni diversi - dettati dai rispettivi ruoli – si erano mostrati sollevati dalla bocciatura di uno dei capisaldi della riforma Gelmini. Per Rosini si trattava di «un’invasione di campo dello Stato a discapito delle Regioni» mentre Ceccarelli, in maniera più felpata, aveva preso le distanze dalla delibera provinciale che ridisegnava la morfologia scolastica del territorio con gli istituti comprensivi, annunciando l’intenzione, ribadita ieri in giunta, di «tornare al regime dei circoli didattici».

Dichiarazioni che per il capogruppo di Sel in consiglio comunale, Cristina Citerni, insegnante anche lei, sono «sbalorditive ed hanno il sapore della beffa». «La riorganizzazione della rete scolastica nel nostro Comune è stata disegnata dall'assessore Ceccarelli, e sostenuta strenuamente da Rosini – incalza Citerni - a dispetto delle osservazioni di organizzazioni sindacali, comitati dei genitori, docenti, dirigenti scolastici e del mio partito ». La Toscana, pur abbracciando concettualmente gli istituti comprensivi, è una delle regioni che avevano presentato il ricorso alla Corte Costituzionale contro un dimensionamento scolastico ritenuto capestro. Forse con poca convinzione che venisse accolto dalla Consulta, ma intanto utile a mitigare le proteste. Un atteggiamento ondivago con da una parte la disponibilità a concedere una proroga di un anno per la presentazione dei piani provinciali della programmazione dell’offerta formativa – strada intrapresa ad esempio da Livorno e Siena - ma dall’altra, come confermato ieri dall’assessore regionale all’istruzione Stella Targetti, la rivendicazione di una «pianificazione condivisa con il territorio». «Non approviamo il metodo ed il merito degli accorpamenti – prosegue Citerni - ed avremmo voluto la proroga in attesa del pronunciamento della Consulta. Invece il Comune, più realista del re, ha presentato all'amministrazione provinciale un piano inadeguato di verticalizzazioni».

Una critica a tutto tondo che si conclude con un interrogativo al vetriolo. «Se era così scontato, come sostiene oggi Rosini e come noi affermiamo da quasi un anno, che la Consulta avrebbe dichiarato incostituzionale la norma, perché procedere in tutta fretta agli accorpamenti?». Contro l’assessore Ceccarelli, nonostante illo tempore si fosse detto favorevole alla proroga di un anno prima che il sindaco Bonifazi ed il presidente della Provincia Marras lo “stoppassero”, la stoccata finale. «Il suo piano è illegittimo, ne prenda atto e agisca di conseguenza, perché le sentenze si rispettano tutte, non solo quelle che ci piacciono». Il 18 giugno è prevista la terza commissione consiliare «quando per mesi non è stata convocata – sottolinea polemicamente Citerni – ma ormai il danno è fatto». Ieri intanto c’è stata la prima udienza del ricorso presentato al tribunale del lavoro dallo Snals per conto di una cinquantina di docenti. «Alla luce dell’illegittimità costituzionale, il giudice ha rinviato l’udienza a luglio – spiega l’avvocato Francesco Guardavaccaro – siamo in una posizione di stallo».

Lorenzo Santorelli

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