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Grosseto

il caso al consiglio di stato

«Gli acquirenti ignari degli abusi della Decor»

«Gli acquirenti ignari degli abusi della Decor»

CAPALBIO. La signora Donatella Maria Accetta non può essere accostata a Decor srl: non ha commesso gli abusi ed era ignara di questi. È giusto precisarlo, come ci chiede di fare l’avvocato Giovanni...

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CAPALBIO. La signora Donatella Maria Accetta non può essere accostata a Decor srl: non ha commesso gli abusi ed era ignara di questi. È giusto precisarlo, come ci chiede di fare l’avvocato Giovanni Serges, di Roma, che l’ha assistita davanti al Consiglio di Stato nel ricorso contro il Comune di Capalbio: le parole dell’avvocato Nicola Tamburro - consulente del Comune per le scelte di autotutela che avevano portato all’annullamento dei permessi - riferite nell’articolo pubblicato domenica e con le quali il legale spiegava che «qualora i privati ritengano di dover sanare l’abuso commesso...» potevano far intendere che ciò interessi anche chi ha acquistato quei beni in un secondo momento. E invece non è così.

Anzi, a pagina 18 della sentenza 3151 a proposito della signora Accetta viene specificato (in un passaggio tralasciato nell’articolo dell’altro giorno, centrato sulla polemica tra il legale e il Comune), che ella è «quale asserito terzo acquirente in buona fede dell'immobile edificato con il permesso di costruire annullato in autotutela, considerata l'estraneità di detta posizione e di detti interessi nel procedimento di condono relativo al preesistente capannone».

È il caso di aggiungere che la stessa formula è adottata nei confronti dell’altra acquirente che aveva presentato appello contro la sentenza del Tar, cioè Flavia Sarti Padovan (la sentenza del Consiglio di Stato che la riguarda è la n.3150 difesa Piero D’Amelio di Roma).

La sentenza precisa che Decor (difesa Gulina e Costa) è «dante causa della ricorrente e realizzatrice del nuovo manufatto venduto a quest'ultima», cioè la signora Accetta.

Il legale sottolinea che i due acquirenti dei beni «ignari, si trovano oggi a dover subire le incredibili conseguenze di comportamenti e di negligenze da altri commesse». La signora Accetta «non ha mai commesso un comportamento illecito. La sentenza del Consiglio di Stato, del resto, pur respingendo l’appello, ha distinto nettamente la posizione della società Decor (che avrebbe agito con colpa o dolo) da quella della signora Accetta, acquirente in buona fede e soggetto terzo rispetto ai profili giuridici della questione esaminata, alla quale non può essere in alcun modo riferita alcuna realizzazione di abusi edilizi».

Il Comune di Capalbio aveva annullato i permessi di costruire dallo stesso ente rilasciati, a distanza di diversi anni, «quando già gli immobili erano stati realizzati e, soprattutto venduti a terzi». Dunque, ricorda ancora l’avvocato, «posizioni, quella della Decor e quella dei privati acquirenti, del tutto diverse e non è lecito, né da un punto di vista giuridico, né da un punto di vista umano, confondere tra di loro».(p.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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