La manifestazione
«Biogas, il sindaco di dimetta»
La richiesta della minoranza: «Ha taciuto gli accordi con Sacra»
CAPALBIO. La minoranza del Gruppo per Capalbio chiede al sindaco di rassegnare le proprie dimissioni alla luce dei fatti emersi sulla vicenda biogas. «Fatti che ne hanno dimostrato la contraddittorietà del suo agire e la inadeguatezza a ricoprire tale ruolo. Come può essere credibile un sindaco che il 2 novembre 2011 scrive alla società proponente (Sacra) di aver effettuato un sopralluogo sull’area indicata dal privato, dandogli il proprio assenso su tale localizzazione e invitandolo a presentare il piano, ma tacendo tali fatti alle commissioni riunite dopo due mesi per esprimersi sull’argomento?»
La polemica contro Bellumori prosegue da parte di Lucia Biagi. «Come può amministrare chi dice sì – in modo quantomeno improprio - e poi va a manifestare contro il suo stesso sì? Non riteniamo credibile un sindaco che va a fare sopralluoghi preventivi su futuri piani di miglioramento, tacendo tali circostanze al consiglio comunale ed anzi negando ogni accordo in merito, accordo poi reso palese dai documenti prodotti in giudizio dalla Sacra e giacenti anche presso il Comune. Ci siamo sentiti presi in giro ed usati come marionette per la recita di una farsa. Ma evidentemente per il sindaco, gli interessi della collettività, vengono dopo quelli dei privati».
L’esistenza di accordi localizzativi sull’impianto a biogas tra Comune e privato, più volte negata dal sindaco al consiglio del 17 aprile scorso, «è emersa con estrema chiarezza dalla lettura dei documenti che Sacra ha depositato al Tar Toscana e al Consiglio di Stato - prosegue la minoranza - Documenti che abbiamo richiesto al sindaco Bellumori il 30 aprile scorso, ottenuti con notevole ritardo, cioè ben oltre i termini di regolamento». La minoranza ribadisce, come da relativo verbale, che alla commissione del 5 gennaio – ignara di tali accordi e dei documenti che li comprovano - non dette alcun parere favorevole, limitandosi ad apprezzare il miglioramento del progetto rispetto a quello precedente (di Torba) ma senza esprimere alcun parere. Ieri la minoranza in consiglio comunale ha chiesto chiarimenti su tutta la vicenda. «Le motivazioni di tanti silenzi e delle non verità, ma anziché risposte credibili, ha ricevuto urla, sia dal sindaco che da alcuni membri della maggioranza. Questo è il metodo della maggioranza: si alza la voce per eludere la realtà degli atti. Ma i fatti restano fatti».
«Grazie all’atteggiamento ondivago del sindaco, le prospettive per il nostro Comune non sono delle migliori - conclude l’intervento Biagi - o si farà l’impianto sull’Origlio, con evidenti disagi derivanti da una localizzazione non certo felice, oppure il Comune sarà chiamato a risarcire il privato che, già in sede giudiziaria, preannuncia richieste per oltre 7 milioni di euro. Comunque vada, i capalbiesi sapranno chi ringraziare. Il sindaco faccia autocritica e riconosca di aver gestito tutta la vicenda nel peggiore dei modi. E per coerenza rassegni le proprie dimissioni».
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