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Accorpamenti scuole, l’Amiata si ribella

Accorpamenti scuole, l’Amiata si ribella

Emilio Landi: «Non c’è nulla di scontato, ne parleremo lunedì nella conferenza dei sindaci»

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AMIATA. «Non c’è nulla di scontato per gli accorpamenti stabiliti per le scuole amiatine. Ne discuteremo lunedì prossimo nella conferenza dei sindaci Amiata grossetana». Il presidente della conferenza Emilio Landi, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il dimensionamento del ministro Gelmini, susseguente al ricorso presentato da alcune regioni, compresa la Toscana, torna sull’argomento.

Il malumore per gli accorpamenti delle scuole e il fatto che gli interventi siano immediatamente avvenuti in montagna e non abbiamo sfiorato neppure il capoluogo Grosseto, è palpabile a molti livelli e fra molti interessati. Infatti, circa 10 anni fa, l’Amiata grossetana aveva 9 autonomie scolastiche e questo voleva dire 9 presidenze, 9 segreterie, personale Ata, docenti. Adesso le autonomie si sono ridotte a 3. Un tonfo vero e proprio, reso più manifesto dopo le verticalizzazioni iniziate negli anni 89/90 che hanno portato a una riduzione non solo dei dirigenti scolastici, ma anche del personale Ata e degli insegnanti. Un ulteriore dissanguamento dell’Amiata, si osserva, che si assomma a tutti gli altri che non si riescono a tamponare e che puniscono senza pietà i territori con numeri di popolazione insufficienti. Ma quello che questa volta viene contestato dalla gente, è che l’Amiata è stata “tagliata” senza tante storie e per prima e Grosseto non è stata per niente toccata. Ma adesso che i Giudici della Consulta hanno detto che l’art. 19, comma 4 della L. 111/2011 è illegittimo, si deve ridiscutere il quadro. Infatti non vale più la regola che fissava l’autonomia degli istituti comprensivi a 1000 alunni (500 per i comuni montani). Tutto da rifare, insomma?

Nonostante l’assessore provinciale Cinzia Tacconi abbia dichiarato che per la montagna le cose potrebbero restare come sono, Landi ha qualcosa da ridire: «Può essere anche che le cose restino così, ma può anche essere che valuteremo di cambiarle. Fra l’altro - fa notare Landi - anche l’autonomia di Santa Fiora potrebbe essere in discussione, se non questo, almeno il prossimo anno. Riaffronteremo la questione e decideremo. Perché escludere l’Amiata? Non c’è nulla di scontato. L’argomento va affrontato con serenità, ma con la decisionalità necessaria per un argomento molto importante per la montagna».

Secondo l’assessore provinciale Cinzia Tacconi tutto invece è già stato deciso, mentre a furor di popolo l’argomento non deve essere affatto tabù e va riconsiderato e messo al centro del dibattito politico.

Ed è quello che verrà fatto lunedì prossimo alla conferenza dei sindaci dell’Amiata grossetana.

Fiora Bonelli

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