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Una nuova frana sulla pista ciclabile

Una nuova frana sulla pista ciclabile

Il crollo nel tratto che costeggia il Cervia, gli ambientalisti chiedono la revisione del progetto

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FOLLONICA. Crolla ancora la pista ciclabile di Pratoranieri. Nuova frana nella strada che costeggia il fosso Cervia, quasi al confine con Piombino, in compenso però quel tratto sta diventando un piccolo orto botanico. Sì perché da quando quel pezzo di asfalto è crollato sono passati cinque anni, ancora nelle stanze dei bottoni c’era Claudio Saragosa e i suoi, ma nulla da allora è stato fatto.

Nessuno ha sistemato quella pista ciclabile, ancora si cercano i responsabili perché per l’appunto l’intervento in questione per la realizzazione del percorso fu fatto attraverso una collaborazione tra Comune di Follonica, villaggi turistici interessati e associazione Protemare (gruppo che gestisce l’approdo del fosso Cervia).

Di chi è la colpa? Chi deve pagare la sistemazione della frana? Dal Comune di Follonica dissero sin da subito che la responsabilità sarebbe stata dell’associazione nel caso in cui fosse franato l’argine, mentre se fosse crollato il cemento allora il costo della riparazione sarebbe da imputare alla stessa amministrazione comunale. Ma ancora il “colpevole” pare non essere stato rintracciato, considerato che ancora la situazione è identica a quella del 2009.

Per meglio dire non è proprio identica, ma peggiore, perché ogni tanto si assiste ad una nuova spaccatura tanto che via, via la lunghezza della frana diventa più grande. «Il nuovo crollo della ciclabile lungo il fosso Cervia, mi sembra che sia il terzo - spiega l’ambientalista Marco Stefanini - credo che sarebbe opportuno che l'amministrazione aprisse un processo di verifica per stabilire se ci siano stati errori sulla progettazione, esecuzione e controllo del progetto e dei lavori da parte di soggetti che avrebbero dovuto controllare la bontà e la compatibilità degli stessi. Nessuno, tantomeno io, intendo addossare la colpa dei crolli della ciclabile all'amministrazione attuale, essendosi manifestati in vari periodi temporali e durante diverse amministrazioni, ma chi può intervenire ora è il governo in carica. Quindi sarebbe bene che si chiarisse una volta per tutte la vicenda, magari nominando un perito».

In merito alla questione dall’amministrazione dicono che i tecnici stanno verificando l’entità del danno per poi capire come intervenire, per voce dell’assessore ai lavori pubblici Antonio Cetraro. «I problemi di cinque anni non si risolvono in un giorno », chiosa il membro della giunta Baldi. Ancora quindi niente di fatto: per l’estate 2012 i turisti ( che per adesso purtroppo sono pochi rispetto al passato) avranno come attrattiva quell’orto botanico mentre passeggiano vicino al mare.

(p.v.)

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