Il dolore
Ora scoppia anche il caso Cerciello
Caos incompatibilità: dopo Valentina Mancini emergono dubbi pure sull’assessore al commercio
GROSSETO. La riedizione grossetana del “no taxation without representation” prevede l’inversione degli addendi.
“Niente tasse senza rappresentanza politica” minacciavano nel diciottesimo secolo i coloni inglesi di quelli che sarebbero diventati gli Stati Uniti. Ma niente rappresentanza politica per colpa delle tasse rischia di essere l’epigrafe dell’esperienza come assessore alle attività produttive di Emanuel Cerciello. L’esponente dell’Udc potrebbe risultare incompatibile con il suo ruolo per una pendenza da decine di migliaia di euro con Equitalia, vicenda della quale si sussurra da tempo nelle stanze dei partiti.
Il caso esplode adesso,pur a distanza di mesi dalla nomina, dopo che il parere legale dell’avvocato del Comune sui casi di incompatibilità, giunto qualche giorno fa, ha già fatto vacillare l’assessore Valentina Mancini, “decurtata” delle deleghe sulla casa. Inoltre, non mancano i rancori nei confronti del membro della giunta Bonifazi bis, nonché genero dell’eminenza grigia dell’Udc locale, Gabriele Bellettini, a seguito della scelta di confluire nell’attuale maggioranza di centrosinistra. Molti esponenti del centrodestra, che avevano condiviso l’esperienza di governo della città targata Antichi e poi conclusasi nel 2006 sotto il segno dello stesso Bellettini, quella mossa non l’hanno mai digerita.
Altrettanti nello schieramento opposto non hanno gradito il taglio dei cespugli a sinistra con lo spostamento dell’asse verso il centro, e così Cerciello si è sempre trovato al centro di una vasta attenzione non richiesta dal diretto interessato che sta scatenando una serie di “vendette trasversali”. Non è quindi un caso che dai cassetti venga tirata fuori una storia risalente alle scorse elezioni, dunque a distanza di un anno dai fatti. Dieci giorni dopo la vittoria al ballottaggio contro Mario Lolini, il confermato sindaco Emilio Bonifazi vara la propria squadra di governo nella quale Cerciello (che peraltro finora ha ben lavorato) ottiene le deleghe a commercio, piccole e medie imprese, internazionalizzazione dei rapporti economici. Siamo all’11 giugno 2011, e le date in questa vicenda giocano un ruolo significativo. Nel Tuel (Testo unico degli enti locali), la “costituzione” delle istituzioni periferiche, sono presenti alcuni vincoli che rendono incompatibile l’eleggibilità - antecedente quindi l’eventuale incompatibilità in caso di elezione - alla carica di consigliere comunale. Impedendo a cascata anche la nomina ad assessore poiché, se è vero che una cosa non è propedeutica all’altra, per sedere tra gli scranni del governo cittadino bisogna essere in possesso “dei requisiti di compatibilità e di eleggibilità alla carica di consigliere comunale”. Concetto ribadito anche dallo statuto comunale che all’articolo 20 prevede che sia la giunta a verificare “la presenza dei requisiti di eleggibilità e compatibilità degli assessori”. Scorrendoli si legge che è incompatibile chi “avendo un debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi nei riguardi di detti enti (il Comune ndc), abbia ricevuto invano notificazione dell'avviso”. Il 13 giugno, quindi due giorni dopo la nomina, Cerciello si reca allo sportello di Equitalia per saldare un totale di circa 20mila euro frutto di più avvisi notificatigli nei mesi precedenti. Tra questi ci sono tributi erariali e locali, legati alla sua attività di agente di viaggio – Iva ed Inps per citarne due - e semplici multe stradali. E a tutt’oggi l’Agenzia delle entrate gli avrebbe addebitato altre cartelle per ulteriori 28mila euro (ma lui smentisce, vedi a lato, ndc). Con il senno di poi risuonano meno accidentali le parole vergate da Lucio Lapalorcia (Pd), presidente dell’osservatorio sociale e politico di Grosseto, in una lettera aperta al sindaco Bonifazi alla vigilia delle nomine. «Città e Partecipazione intende stimolarla ad una verifica dei requisiti di buona condotta fiscale dei pubblici amministratori, necessaria premessa per occuparsi in modo trasparente della finanza locale. È cosa risaputa che l’erogazione dei pubblici servizi non può avvenire con sufficiente serenità amministrativa senza l’adempimento volontario o coattivo alle entrate dell’ente Comune». La missiva era datata 6 giugno 2011.
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