Sicurezza
Caso Decor: «L’avvocato ha poco da gioire»
Il sindaco di Capalbio replica alle dichiarazioni di Tamburro dopo le sentenze del Consiglio di Stato
CAPALBIO. Caso Decor, c’è poco da gioire. Parola del sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, che replica all’avvocato Nicola Tamburro. Finito nell’occhio del ciclone a causa delle parcelle addebitate al Comune per la sua attività legale in questa vicenda, Tamburro ha dato notizia della vittoria al Consiglio di Stato, sottolineando come grazie alla sua opera professionale il Comune stesso ora potrebbe incassare dai titolari di Decor una somma assai superiore a quella delle sue spettanze. Una sorta di “rivincita”, insomma, proprio su Bellumori che – divenuto sindaco – quelle spettanze le contestò portandole addirittura in Tribunale.
Bellumori però la storia la ricostruisce in tutt’altro modo. «Il Consiglio di Stato – scrive il sindaco – ha respinto i ricorsi della società Decor e quelli dei signori Accetta e Padovani-Sarti contro l’annullamento dei permessi a costruire di due abitazioni. La vicenda nasceva da un atto di annullamento di permessi a costruire effettuato dall’ufficio tecnico, che aveva rilevato come due permessi a costruire per altrettanti fabbricati erano viziati dalla circostanza che prima del rilascio dei permessi era stata omessa la definizione dei condoni edilizi che riguardavano gli stessi fabbricati. La vicenda comporterà che laddove i signori Accetta e Sarti-Padovan intendano mantenere in piedi i due fabbricati, dovranno pagare una sanzione pari al valore venale dei due fabbricati».
Se poi l’avvocato Tamburro – attacca Bellumori – dalla vittoria al Consiglio di Stato vuole «trarre la conseguenza che sarebbero fondate le sue pretese economiche per aver prestato assistenza giudiziale al Comune su incarico della vecchia giunta, si rendono doverose alcune precisazioni».
Precisazioni al vetriolo. «La questione con l’avvocato Tamburro – spiega infatti il sindaco – per la quale è pendente un giudizio civile davanti al Tribunale di Orbetello, verte sul fatto che il Comune per la difesa giudiziale ha impegnato delle somme sulla base di preventivi da questo redatti all’atto del conferimento dell’incarico, e che invece le notule trasmesse a saldo della attività erano molto più alte; con un conseguente maggior costo per l’ente di alcune centinaia di migliaia di euro» sul quale dovrà esprimersi il giudice. E se anche il Comune dovesse ricevere introiti straordinari da questa vicenda, argomenta Bellumori, ciò «non comporta certo di dover utilizzare» questi soldi «per spese legali, se non dovute».
Quindi, dopo aver chiarito che nel «procedimento al Consiglio di Stato il Comune è stato difeso dall’avvocato Fabio Tavarelli, Bellumori chiosa amaro: «La vicenda Decor – dice – avrà nei confronti dei cittadini coinvolti, di cui lo stesso Consiglio di Stato ha colto l’estraneità a comportamenti dolosi, gravissime conseguenze economiche»; dunque, «non pare che ci sia nulla di cui gioire se, per gli effetti di una norma amministrativa, chi è vittima di atti amministrativi illegittimi deve pagare due volte il prezzo di una casa».
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