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Grosseto

«No al proibizionismo in centro»

«No al proibizionismo in centro»

Tancredi e Migliaccio (Pd): «Festa della birra con qualche pecca, ma non fermate le manifestazioni»

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GROSSETO. La Festa della birra poteva essere organizzata meglio, ma no alle crociate contro l’animazione serale del centro storico.

È questo, in sintesi, il pensiero dei consiglieri comunali del Pd Veronica Tancredi e Pietro Migliaccio, che commentano le dure proteste contro la kermesse del weekend sollevate dall’associazione Amici del centro storico e dalla Curia, con don Franco Cencioni.

«Non si può prendere a pretesto la maleducazione di pochi incivili per mettere in discussione l’organizzazione di qualunque evento che animi il centro storico cittadino», esordicono i consiglieri democratico. Anche perché, sottolineano, «il derado in cui versano alcuni angoli dell’area circoscritta dalle mura è dovuto in buona parte al fatto che scarseggiano le occasioni per recarsi in centro». D’altra parte però «Ascom, che ha promosso la festa della birra, avrebbe potuto prevedere l’installazione di gabinetti chimici e avrebbe potuto anche curare meglio gli allestimenti. Cosa che avrebbe sicuramente garantito un servizio migliore ai frequentatori del centro cittadino»

Precisato che «questa carenza organizzativa non può essere ascritta al Comune», Tancredi e Migliaccio prendono posizione: il problema –dicono – non è la festa della birra in sé «quanto piuttosto una pervicace mentalità che vorrebbe negare la possibilità di organizzare occasioni di socializzazione e di animazione del centro storico, di cui l’associazione Amici del centro storico è l’interprete più autentico».

L’auspicio è che «d’ora in avanti si discutesse di più su come organizzare manifestazioni di qualità, che convivano in modo pacifico con le legittime esigenze di chi risiede entro le mura medicee, piuttosto che di come impedirne lo svolgimento. D’altra parte, abbiamo alle spalle lunghi mesi di dibattito anche dai toni accesi sulla necessità di dare vita al Centro commerciale naturale, proprio per rivitalizzare e riqualificare il centro storico».

E allora? Allora più collaborazione da parte di tutti, ma anche più risorse investite «da chi promuove certe manifestazioni, per garantire il decoro e la qualità. Fermo restando il fatto, naturalmente, che va respinto in modo netto ogni tentativo di bloccare tutto a prescindere. In una logica proibizionista che ci pare degna di miglior causa».

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