Sicurezza
Residenti e curia contro la festa della birra in centro
L’associazione degli “Amici” attacca gli organizzatori «C’era anche la processione, non hanno avuto rispetto»
GROSSETO. «Ancora una volta si è dimostrato che le feste alcoliche a Grosseto vengono avanti a tutto, anche al Corpus domini»: questa la frase con cui ha inizio la dura nota polemica diffusa dall’associazione Amici del centro storico di Grosseto. Il riferimento è alla Festa della birra organizzata da Confcommercio in collaborazione con il gruppo Maremma malto e musica. «La sera dello scorso giovedì – ricordano gli Amici del centro storico – la chiesa ha celebrato il Corpus domini con una solenne cerimonia in Duomo e un’affollata processione in piazza Dante. Peccato che quest’importante evento sia stato rovinato dal contemporaneo svolgimento di una sguaiata festa della birra». Nell’occhio del ciclone, oltre ai bevitori, sono finite quelle che l’associazione non stenta a definire «Chiassosissime orchestrine improvvisate, intente nel gareggiare a chi faceva più rumore per distinguersi nel caos generale». Insomma, per gli Amici del centro storico l’intera area è stata trasformata in «una sorta di girone infernale». L’associazione fa sapere, inoltre, che pare sia stato chiesto alla Curia di cambiare il percorso della processione. Pericolo a quanto sembra scongiurato solo grazie all’intervento del questore che avrebbe fatto spostare il palco per concerti allestito a una manciata di metri dal Duomo. Durissimo il commento di monisignor Franco Cencioni: «I grossetani non hanno rispetto né di se stessi, né della città e dei suoi emblemi. Quello cui abbiamo assistito è stato lo scempio della piazza del Duomo. Anche oggi, a festa terminata, è piena di ogni sudiciume. Non c’erano servizi igienici pubblici e sono stati in molti ad aver orinato ovunque. Pensate se stamani ci fosse stato un matrimonio o un funerale. È incredibile, una vergogna. Rimpiango altri tempi, quando certe manifestazioni venivano concertate con chi ha la cura delle rappresentanze di quella che è la dignità di una città. Protesterò con chi di dovere». La rabbia degli Amici del centro storico non ha risparmiato gli uomini del Comune: «A parte il naturale e oramai acquisito disprezzo per la quiete di chi ha la disgrazia di vivere in centro – accusano – questa circostanza ha messo in rilievo il totale disprezzo di ogni regola e opportunità da parte di amministratori che hanno autorizzato un tale scempio. Il tutto con un carico di arroganza nei confronti dell’istituzione ecclesiastica. Purtroppo è una situazione altamente rappresentativa della schizofrenia con cui vengono gestiti non solo gli eventi in centro, ma nella città in generale». Cosa suggeriscono i componenti dell’associazione? «Come mai non vengono recepiti e messi in atto – si domandano - dispositivi per la misurazione dei decibel presenti in regolamenti stilati solo un anno fa? Basterebbe copiare modelli funzionanti in molte città dove qualunque tipo di performance musicale, sia classica che rock, inizia verso le 19 e finisce alle 22. Il tutto lasciando poi la possibilità di intrattenersi nei ristoranti e nelle birrerie sino a tarda ora. Possibile – concludono - sia tanto difficile copiare idee funzionanti anziché continuare a improvvisare feste da sagra paesana di quart’ordine?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google