Proteste
Pontile, per il Tar caso chiuso
Ultima sentenza che condanna il Comune alle sole spese di giudizio
MONTE ARGENTARIO. Finisce con buona pace di tutti l’ennesimo caso giudiziario su un ormeggio di Porto Ercole, col Tar che condanna il Comune di Monte Argentario a pagare solo le spese di giudizio, perché nel frattempo gli eventi si sono “sistemati” in corso d’opera. È l'infinita guerra dei pontili, che continua a spaccare il promontorio tra vecchi e nuovi concessionari a colpi di ordinanze a ricorsi al Tar. L’ultimo ormeggio conteso è il lotto numero 8 di Porto Ercole, prima in concessione a un ormeggiatore (Nieto), poi assegnato all'impresa di Pietro Cidonio che in un primo tempo ha fatto causa al Comune per poi vedersi riconoscere la concessione dal Comune stesso.
Quando il Comune a fine 2011 bandisce la gara per la nuova assegnazione, l’ormeggio in questione è riaggiudicato provvisoriamente da Nieto (il vecchio concessionario), che presenta l’offerta migliore. L’impresa Cidonio insorge al Tar contestando l’aggiudicazione. Intanto Comune di Monte Argentario e Nieto si costituiscono in giudizio. Nel frattempo - a inizio 2012 - il Comune stesso annulla l’aggiudicazione a Nieto non ritenendola più congrua e assegna l'ormeggio a Cidonio che all’inizio aveva presentato ricorso. Il Tar, oggi, «vista la cessazione della materia del contendere» e visto che il Comune ha già «soddisfatto le pretese del ricorrente», dichiara chiuso il caso e condanna il Comune di Monte Argentario a pagare solo 3mila euro di spese di giudizio.
Elisabetta Giorgi
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