Nuova delega per rinforzare l’asse Pd-Idv
Consegnando l’assessorato a Ceccarelli il sindaco respinge gli attacchi della fronda antidipietrista
GROSSETO. Dietro al rafforzamento delle deleghe dell’assessore Luca Ceccarelli ci sarebbe anche la risposta implicita, e risoluta, che il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi ha voluto dare a quanti nel suo partito vorrebbero rompere l’alleanza con l’Idv. Una parte del Pd grossetano infatti, quella riconducibile ai franceschiniani di Areadem (o ex franceschiniani considerando che il capogruppo alla Camera avrebbe nel vicesindaco Paolo Borghi il nuovo punto di riferimento a Grosseto) da tempo non vede di buon occhio l’alleanza con i dipietristi. Le cause scatenanti i malumori sono un mix di politica nazionale - la contrarietà alla foto di Vasto (coalizione Pd, Idv e Sel), il fastidio per le esternazioni di Di Pietro contro i democrat, acuita oltretutto dalla convinzione che il suo partito dreni voti a quello di Bersani - e scelte locali.
In questo secondo ambito sono lunghi i cahiers de doléances: l’apparentamento di Idv e Sel a Campagnatico con un proprio candidato invece dell’appoggio a Luca Ricciardi, sostenuto da Pd e Api; il parere favorevole dato dall’Idv all’abolizione delle Province nonostante faccia parte della maggioranza di palazzo Aldobrandeschi con l’assessore alle pari opportunità Tiziana Tenuzzo; i regolamenti comunali per l’emergenza abitativa come per l’accesso agli asili nido giudicati inadeguati. Proprio questi ultimi due punti hanno fatto finire nel mirino l’assessore Ceccarelli che, oltre alle due nuove, aveva già in precedenza le deleghe alla pubblica istruzione e alle politiche sociali. Si sarebbe così creato un insolito ponte con la corrente della stessa Idv risultata “soccombente” alle ultime amministrative e invisa a quella dello stesso Ceccarelli. Sul regolamento per l’emergenza abitativa, che ha innalzato da due a tre gli anni di residenza per accedere agli aiuti, c’è stata in aggiunta la convergenza con le critiche di Sel. Che qualcuno nel Pd grossetano preferirebbe tra gli scranni della maggioranza al posto dell’Idv, a sua volta stizzita dalle valutazioni negative di Sel che a Follonica ha votato una norma simile – imperniata sul criterio di residenza - per quanto riguarda l’accesso agli asili nido. Maliziosamente viene sottolineato che il profilo di Cristina Citerni, insegnante e molto attenta alle tematiche sociali, calzerebbe a pennello con le deleghe attualmente appannaggio di Ceccarelli. Tra i vertici locali dei vendoliani e quelli del Pd ci sono stati, anche di recente, alcuni incontri, ma dettati più dalla ricerca di condivisioni programmatiche che di accordi di coalizione. Insomma entrambe le parti escludono che Sel possa entrare organicamente nella giunta e, al momento, si tratterebbe di fantapolitica. A maggior ragione dopo il rimpasto teso a evitare un pronunciamento di incompatibilità dell’incarico di Valentina Mancini con la sua professione di architetto. Il sindaco avrebbe potuto dare le sue deleghe all’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci, oppure tenerle per sé. E invece le ha affidate a Ceccarelli, rafforzando l’asse Pd-Idv almeno nel municipio, in attesa di sapere cosa accadrà nelle riunioni di partito. Intanto si registra un piccolo giallo sulle dimissioni da capogruppo consiliare di Roberto Panfi che, seppur annunciate dal diretto interessato disponibile a dare seguito alle parole, non diventeranno ufficiali finché non si troverà un sostituto. È alquanto probabile che, con l’estate alle porte, se ne riparli a settembre. A sparigliare i giochi potrebbero arrivare altre incompatibilità dopo quelle schivate da Tinacci, Felicioni, Mancini e Ceccarelli. A rischio ci sarebbero le posizioni di due assessori e quattro rappresentanti delle società partecipate.
Lorenzo Santorelli
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