Proteste
«Microstrutture per i senzatetto»
La proposta del coordinatore Pdl dopo la causa del Comune contro gli occupanti
GROSSETO. Luca Agresti, consigliere comunale e coordinatore del Pdl, è rimasto sorpreso dalla scelta del Comune di Grosseto di costituirsi parte civile contro due nullatenenti imputati di aver occupato abusivamente, «a fini di profitto», i locali dell’ex Garibaldi. «Esprimere un’opinione riguardo a questa decisione, senza scadere nella retorica e nel qualunquismo, è operazione rischiosa – commenta Agresti – il Comune, a mio avviso, ha scelto una strada che non porta da nessuna parte. Mi domando, appunto, quali aspettative di risarcimento si potranno concretizzare? Quale messaggio recepiranno coloro che vivono situazioni simili di disagio e che nulla hanno da perdere? Rinunceranno ad occupare? Non credo. Pagheranno il risarcimento? Lo escludo. E allora questa mossa giuridica che senso ha?». «Sinceramente, in tema di politiche sociali – sono ancora parole del leader del Pdl - mi aspetto altro dal Comune di Grosseto. Penso in primo luogo a investimenti finalizzati all’inclusione di persone che hanno disagi ma che dimostrano di volersi integrare, che un tetto lo cercano davvero. È dal 2006 che Bonifazi ci racconta di incontri e progetti, di operazioni finalizzate a ridurre certe problematiche. Il risultato? Nel centro storico e nei dintorni della stazione, oggi come 5 anni fa, ci sono troppi vagabondi e balordi che bivaccano di giorno nelle strade e di notte sulle mura, spesso accompagnandosi con cani di ogni razza e dimensione. La verità è che non esiste un piano organico per affrontare la problematica dei senza fissa dimora. Al sindaco domando quindi, al di là delle azioni in tribunale, quali sono gli effettivi provvedimenti assunti e come procede la gestione delle strutture di via Adriatico e via De Amicis, che dovrebbero affiancare la Caritas e il mini-dormitorio del Cottolengo».
Agresti ricorda infine come in città, da anni, è aperto un dibattito su dormitorio sì-dormitorio no, in cui il Pdl ha più volte suggerito la soluzione: al posto di un unico grande dormitorio, costoso e di difficile gestione, la creazione di micro-strutture nelle varie circoscrizioni, dove esistono locali del Comune da valutare. Qui certi spazi potrebbero essere adibiti a ricovero notturno per chi dorme all’aperto, una proposta che a suo tempo era stata condivisa anche dall’Arci.
«Questo – conclude Agresti - ci aspettiamo da Bonifazi, che più volte ha detto di voler essere il sindaco di chi sta peggio».
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