Sicurezza
Follia gavettoni in centro Anziana urtata e ferita
Centinaia di ragazzini si danno battaglia con palloncini, secchi e bottiglie Donna di 73 anni ricoverata al Misericordia, città sommersa di plastica e rifiuti
GROSSETO. «Via, ora andate a casa». A metà tra un consiglio e un comando, la voce del carabiniere in divisa fermo davanti alla scuola media Pascoli rimbalza sulle magliette fradice d’acqua dei giovanissimi studenti.
Fino all’una poco più hanno retto, aspettando che le due pattuglie della polizia municipale togliessero le tende da piazza Rosselli. Poi hanno scatenato l’inferno di palloncini, bottiglie e secchi di plastica. L’inferno dei gavettoni per festeggiare l’ultimo giorno di scuola. Sono arrivati anche i carabinieri, ma piazza della Vasca era ormai diventata un campo di battaglia e i ragazzini, arrivati a scuola quasi tutti in calzoncini corti e t-shirt, i segni se li portavano addosso. Tra gli studenti nessuno si è fatto male ma dagli occhi di uno di quei giovanissimi intenti a bagnare i coetanei sono sgorgate le lacrime.
Siamo nella Strada del Vinzaglio quando uno studente, correndo, urta un’anziana che cammina nella via. Lì il pavimento è sconnesso, il lastricato pieno di buche. È facile inciampare e finire a terra. Franca Alongi, 73 anni, ha sbattuto violentemente la testa e ha vomitato due volte sotto gli occhi disperati del ragazzino che l’ha urtata. «Chiamo babbo e mamma, mi faccio portare all’ospedale a vedere come sta», ha detto tra le lacrime.
La guerra dei gavottoni in piazza San Francesco si è fermata quando è arrivata un’ambulanza del 118 che ha caricato l’anziana per portarla al Misericordia dove è tuttora ricoverata sotto osservazione. Nella caduta la donna si sarebbe anche fratturata una scapola.
Poco più in là i gavettoni erano quasi finiti. I carabinieri, oltre che alla scuola media Pascoli sono dovuti andare anche a quella di via De’ Barberi dove il copione era lo stesso. Il Comune, in via precauzionale, aveva chiuso tutte le fontanelle della città, ma l’acqua, gli studenti, l’hanno trovata lo stesso. Dalla scuola Alighieri di via Meda, i ragazzi si sono precipitati al parco di via Giotto, da quella di via Rosselli, dopo aver utilizzato l’acqua della vasca centrale, sono scappati nel giardino del condominio della farmacia comunale. Una fontana c’è anche lì e l’acqua è abbondante. Fatta la scorta per i palloncini, le bottiglie e i secchi, la battaglia per festeggire l’ultimo giorno di scuola è ripreso. Dieci, venti, trenta, quaranta, cinquanta, cento ragazzini, a rincorrersi con i secchi in mano e a tuffarsi dentro la fontana, finché non sono arrivati i loro genitori. Qualcuno ha usato le maniere forti. Un calcio nel sedere e via, verso l’automobile parcheggiata poco distante. «È proprietà privata, se vi prendono vi denunciano», dicevano per convincere i loro figli a tornare a casa dopo il “bomba libera tutti” scoppiato al suono della campanella. L’ultima della stagione, per chi non è l’esame di terza, fino a quella che richiamerà gli studenti dietro i banchi a settembre. E allora ci sarà ben poco da festeggiare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
