Sicurezza
Ex depuratore pericoloso L’Asl striglia il Comune
Sopralluogo del personale sanitario dopo la sollecitazione della lista civica I tecnici rilevano sporcizia e rischio amianto, ordinando interventi immediati
FOLLONICA. L’Asl tira le orecchie al Comune di Follonica: l’area dell’ex depuratore necessita di una bonifica urgente, sono presenti oltre allo sporco anche residui di amianto.
Tutto parte da una segnalazione della lista civica Insieme per Follonica che per prima ha parlato della probabile presenza di eternit nella struttura che si trova dietro alla foce del Petraia, un ex depuratore, che dista pochi metri dalla scuola elementare di via Palermo, all’interno della zona dell’ex Ilva. Amianto, sporcizia e degrado: perché il Comune di Follonica non ha ancora fatto nulla? E la tutela della salute pubblica? Dopo una prima avvertenza per mezzo stampa, la civica, non avendo risposte in questo senso dall’amministrazione, ha inviato un esposto agli organi competenti, coinvolgendo anche l’azienda sanitaria, nel particolare l’Unità funzionale Igiene e Sanità Pubblica.
I controlli effettuati dall’Asl hanno confermato i sospetti della civica: nel vecchio depuratore ci sono residui di eternit, la zona è in forte degrado e all’interno di quelle costruzioni dormono alcuni senza tetto. La verifica ha fatto scattare immediatamente l’ordine al soggetto interessato, quindi al Comune di Follonica, di verificare lo stato dell’eternit trovato in alcune parti dell’ex depuratore, e in più di mantenere pulita l’area affinché non finisca più nelle condizioni attuali.
«Uno dei tre digestori circolari – si legge nell’atto dell’Asl ha un rivestimento in eternit di due metri di altezza per trenta di circonferenza, per un totale di sessanta metri. Il materiale è rotto in alcuni punti, mentre in altri si nota una muffa dovuta agli agenti atmosferici».
Entro un mese dalla ricezione della relazione dell’Asl, l’amministrazione dovrà effettuare delle analisi sull’amianto per verificarne la pericolosità; ed entro i successivi sessanta giorni provvedere alla bonifica della zona.
L’Asl chiede al Comune «una riqualificazione radicale», la situazione trovata durante il sopralluogo è pessima. «L’area è tutta recintata – si legge ancora nella nota – con una recinzione che non essendo solida permette l’ingresso di chiunque. Sulla recinzione non sono apposti cartelli di divieto o di limitazione. In questa zona è presente una folta vegetazione, e acqua stagnante nelle vasche. La parte alta di un digestore presenta un rivestimento in eternit». Durante la verifica dei funzionari sanitari è stato trovato anche un uomo che dormiva nel magazzino.
Venticinque milioni di euro per ristrutturare l’Ilva: ma l’ex depuratore non rientrava nei piani di riqualificazione. Ci ha pensato però l’Asl a ricordare al Comune che quel degrado non è concepibile.
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