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Grosseto

Appello per Jasmine al Parlamento europeo

Appello per Jasmine al Parlamento europeo

Tre deputate informeranno Schulz delle irregolarità per l’affidamento della bambina di Roccastrada

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GROSSETO. Arriverà anche alle orecchie del presidente del Parlamento europeo, il socialista Martin Schulz, la storia di Jasmine. La bambina, nata a Roccastrada da madre cittadina italiana e padre tedesco, il cui affidamento è al centro di una contesa giuridica internazionale. Schulz, tedesco anch’egli, verrà informato delle presunte irregolarità dello Jugendamt (il soggetto giuridico che in Germania si occupa dell’affidamento dei minori, accusato di privilegiare sempre il genitore teutonico) da tre europarlamentari italiane. Due di queste, Cristiana Muscardini e Roberta Angelilli, poche settimane fa hanno partecipato a Grosseto ad una tavola rotonda nella quale era presente Parisa Arefi Doost, la madre di Jasmine, le istituzioni locali, e Marinella Colombo, un’altra donna protagonista di una vicenda simile. «Insieme al presidente della Commissione petizioni del Parlamento europeo, Erminia Mazzoni, ed all’onorevole Muscardini – comunica con una nota il vicepresidente del Parlamento europeo Angelilli - ho inviato una lettera al presidente del Parlamento europeo Martin Schulz per informarlo sulla storia di Jasmin e della sua mamma».

«Sia Parisa che Marinella, sposate entrambe con cittadini tedeschi – continua Muscardini - hanno subito i provvedimenti dello Jugendamt, che decide nei casi di controversie inerenti all’affidamento dei minori quando è coinvolto un cittadino tedesco. Purtroppo nell’emanare i provvedimenti di sua competenza lo Jugendamt tende a privilegiare i cittadini tedeschi e soprattutto a non tenere in considerazione il punto di vista e la volontà dei minori coinvolti, che non vengono mai ascoltati durante il procedimento».

La Commissione petizioni del Parlamento europeo ha ricevuto 129 petizioni aventi per oggetto il trattamento discriminatorio dello Jugendamt, ma l’ultima parola potrebbe spettare al Tribunale di Grosseto che il 12 giugno, sebbene chiamato a pronunciarsi sulla separazione dei due genitori, potrebbe risultare decisivo anche per l’affidamento di Jasmine. «Abbiamo ritenuto giusto lanciare un appello al presidente Schulz, per la sua ovvia conoscenza del sistema tedesco, ma soprattutto per la sua sensibilità al tema dei diritti umani e in particolare dei diritti dei minori. L’auspicio – conclude Angelilli - è che i giudici competenti tengano in debita considerazione il principio del superiore interesse del minore, principio riconosciuto da tutte le convenzioni internazionali e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea». (l.s.)

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