La manifestazione
Mabro, un nuovo concordato
È la proposta dei soci di Royal Tuscany per evitare il fallimento
GROSSETO. Una nuova proposta di concordato preventivo e un nuovo voto dei creditori chirografari. Questa la strada che i soci di Royal Tuscany Fashion Group potrebbero decidere di intraprendere per evitare lo spettro del fallimento. Intanto sarebbe stata convocata, a breve, l’assemblea dei soci di Royal Tuscany per decidere il da farsi dopo che la corte d’appello di Firenze ha bocciato l’omologazione del concordato preventivo, dopo che il Monte dei Paschi di Siena aveva fatto opposizione alla decisione del tribunale di Grosseto.
Ciò che ha convinto il giudice di secondo grado a rimandare gli atti al tribunale è il fatto che sia stata omologata una proposta di concordato diversa rispetto a quella che era stata sottoposta al voto dei creditori chirografari a inizio novembre 2011. In quella proposta, infatti, si ipotizzava il pagamento del 15 per cento di tutti i crediti chirografari, ma questo avrebbe significato che sarebbe stato pagato solo il 40 per cento del credito privilegiato del Monte dei Paschi di Siena. In quel frangente la Banca Mps, che ha anche un credito chirografario, decise di non votare il concordato.
Davanti al giudice di primo grado, però, alla fine Royal Tuscany presentò un'altra proposta, volta a superare l'opposizione del Monte dei Paschi, e di fatto riconobbe il 100% del credito privilegiato, ma per far questo, cioè per trovare le risorse necessarie, dovette ridurre di circa la metà i pagamenti previsti per i creditori chirografari.
Il tribunale aveva omologato ugualmente la proposta di concordato, la Banca Mps aveva fatto opposizione e il giudice di appello ha dato ragione all'istituto di credito rimandando le carte al tribunale di Grosseto.
Se Royal Tuscany decidesse andare avanti con la seconda proposta di concordato preventivo, dovrebbe, dunque, sottoporla al voto dei creditori, e viste le dichiarazioni rilasciate da Banca Mps, che ha detto che il fallimento di Royal Tuscany «non è mai stato lo scopo delle condotte processuali poste in essere dalla Banca», non è da escludere che questa volta Mps, avendo garantito il 100% del credito privilegiato, potrebbe aderire, per la parte chirografaria, alla proposta di concordato, agevolandone l’omologazione.
Enrico Pizzi
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