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Grosseto

Il Pd di Roccastrada ricomincia da una giovane

Il Pd di Roccastrada ricomincia da una giovane

Ilaria Fucili, 28 anni, è la candidata ufficiale alla segreteria comunale Dopo le polemiche, il partito fa quadrato: «La eleggeremo all’unanimità»

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ROCCASTRADA. Ilaria Fucili, 28 anni, dipendente del Coeso, espressione della sezione di Roccastrada è il candidato ufficiale alla guida del Pd comunale per i prossimi tre anni.

«Il 30 giugno la eleggeremo in modo unitario. Ne sono assolutamente certo». Parole di Roberto Calvellini, sceso ieri a Grosseto, nella sede della Federazione (insieme a segretari e rappresentanze dei sette circoli del territorio) per tenere una conferenza stampa “scacciacrisi”. «Il Pd di Roccastrada è unito e capace di rinnovarsi. Ilaria presenterà un progetto di mandato e nella direzione di martedì 19 giugno escludo che possano manifestarsi dei dissensi». Ma la realtà è un po’ diversa. La fronda c’è e rischia di fare ombra all’albero. Ilaria Fucili promette senso di responsabilità e passione. E apre alle primarie – tra due anni – per scegliere il candidato sindaco di Roccastrada. «Sono favorevole all’uso di questo strumento”. Le sezioni, invece, frenano.

E la nuova segreteria? «Per il momento non ho deciso neppure da quante persone sarà composta». Poi la replica a chi ne mette in dubbio l’autonomia. «Sì, so che serpeggiano perplessità sul mio nome e su eventuali condizionamenti che potrei subire. È legittimo. Lo pensa, però, chi non mi conosce bene».

Calvellini ribadisce che le notizie pubblicate sui giornali nei giorni scorsi contengono “spazzatura”, probabilmente riferendosi alle voci di coloro che dissentono e da oltre un anno, nel partito e fuori, lo attaccano per il conflitto tra professione e ruolo politico.

«Ho sempre agito con correttezza. Comunque possono stare tranquilli i miei detrattori: esco di scena. No, non mi sembra proprio opportuno che abbia altri ruoli nel Pd che verrà e sarà guidato da Ilaria Fucili». Gli viene fatto notare che la stura a questa ennesima “fibrillazione” è stata data proprio dalla deroga alla sua nota riservatezza, con un documento durissimo inviato ai segretari dei circoli del territorio e un comunicato, in cui – al netto del politichese – spronava un’amministrazione seduta e «non all’altezza di servire i cittadini». Da qui il disagio di Martelli, che era arrivato a minacciare la restituzione delle deleghe.

Infine si svela un retroscena. Inizialmente il favorito nella rosa dei nomi per avvicendare Calvellini era Antonio Senserini (segretario di Ribolla): «L’ho detto tre mesi fa, lo ripeto adesso. Non me la sento. Il ruolo è importante e delicato. Io non ho il tempo né, in questa fase, la formazione personale necessaria, per ricoprirlo». (g.b.)

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