Il Tirreno

Grosseto

Ex Garibaldi, il degrado dura da 27 anni

di Maurizio Bernardi
Ex Garibaldi, il degrado dura da 27 anni

Dal crollo del 1985 soltanto promesse e retromarce. La storia di un edificio che nessuno sembra in grado di recuperare

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GROSSETO. Prima orfanotrofio, poi sede di numerose realtà associative, enti e persino di una comunità religiosa: l’ex Garibaldi ha una grossa storia alle spalle e soprattutto tante chiacchiere, annunci, promesse e retromarce: c’è stato un po’ di tutto nell’ultimo quarto di secolo, mentre il palazzo a poche decine di metri dalla malconcia stazione ferroviaria cadeva letteralmente a pezzi, sbattuto puntualmente nel dimenticatoio al termine di ogni tornata elettorale.

Il crollo di 27 anni fa. Nel 1985 ne viene giù praticamente l’intera parte posteriore. L’edificio si sta già sbriciolando, ma può ancora essere salvato. Invece nulla. La situazione di evidente trascuratezza si tramuta presto in incredibile degrado: nel gennaio del 2005 viene ritrovato, durante alcuni lavori di messa in sicurezza e demolizione, il cadavere di un clochard parigino di 61 anni in avanzato stato di decomposizione. È rimasto lì per mesi, disteso su di un materasso immerso nella sporcizia di quei locali.

«Alloggi per giovane coppie». Due mesi dopo, nel marzo dello stesso anno, è l’allora primo cittadino di centrodestra, Alessandro Antichi, ad annunciare l’imminente nascita di 25 alloggi per giovani coppie. Il tutto da realizzarsi proprio entro i saloni da ristrutturare dell’ex Garibaldi. Nel piano sono previsti anche un asilo e alcuni negozi. Ma non se ne fa di nulla.

«Sede del centro Etruschi». L’anno successivo cambia il colore della giunta, centrosinistra. È il Bonifazi primo. L’assessore alla cultura Lucia Matergi, oggi promossa in Regione, diffonde la notizia: il centro di documentazione degli etruschi si farà all’ex Garibaldi. Un buco nell’acqua. L’ennesimo. Poi il tempo che passa, inesorabile. Nel mezzo ancora piccoli e grandi crolli: l’intonaco che si sbriciola e i solai che paiono vanire giù da un momento all’altro.

La nascita del comitato. Fioccano anche alcune denunce, a sporgerle è un gruppo di cittadini che ha scelto di costituirsi in comitato. Nodo del contendere la sicurezza delle strade che circondano il palazzo, divenuto oramai fatiscente e dunque a perenne rischio crolli. È cura dello stesso comitato realizzare sarcastiche cartoline turistiche sulle quali campeggia la figura vergognosa di quello che un tempo era un edificio di pregio.

Blitz della polizia. Trascorrono ancora gli anni, uno accanto all’altro e uno uguale all’altro: chiacchiere, promesse e nulla di più. È il maggio del 2009 quando un blitz della municipale svela l’esistenza dell’ennesimo dormitorio allestito nei locali pericolanti, tra guano dei piccioni e topi. E anche oggi, pur a distanza di diversi anni e a dispetto delle orrende condizioni in cui versa, pare che l’ex Garibaldi non sia proprio disabitato: prostitute e spacciatori l’hanno infatti eletto a propria dimora.

«Alla larga da lì». Dando un’occhiata sul retro della struttura e al suo interno sono evidenti siringhe, profilattici, vestiti strappati e scarpe. «Ogni tanto – ci aveva raccontato qualche tempo fa una signora che abita in zona – vediamo passare qualche sbandato che si intrufola all’interno. La sera c’è poco da stare tranquilli. Quando usciamo sappiamo che ci conviene passare alla larga da lì».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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