Il Tirreno

Grosseto

Agrideco, 16 mesi per l’operaio morto

di Pierluigi Sposato
Agrideco, 16 mesi per l’operaio morto

Patteggiano i vertici della srl e (40mila euro) la ditta stessa Rinviata a gennaio la parte riguardante il traffico dei rifiuti

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SCARLINO. Due patteggiamenti, anzi tre compreso quello della ditta, e lo slittamento a gennaio per la parte delle imputazioni che riguardano la presunta associazione per delinquere. Prime decisioni per il processo Agrideco, per la parte che è rimasta a Grosseto dopo che vari filoni sono finiti sui tavoli di altre Procure per competenza territoriale (“Golden Rubbish”). È il processo per l'esplosione nell'impianto a La Botte di Scarlino delle 13,40 del 26 giugno 2008 in cui rimase ucciso un operaio rumeno padre di tre figli, Doru Martin, 47 anni, e gravemente ustionato un collega, Mario Cicchiello, oggi 64 anni.

Davanti al giudice Montesarchio, hanno patteggiato 1 anno e 4 mesi (pena sospesa) Stefano Rosi (difesa Niccolai e Leporatti), presidente del cda e legale rappresentante di Agrideco, e Luca Tronconi (avvocato Celli) vice presidente e responsabile dell'impianto. Dovevano rispondere di cooperazione colposa per l’esplosione, l’omicidio colposo, le lesioni colpose.

Il sostituto procuratore Leopizzi contestava l'inosservanza delle norme relative alla prevenzione infortuni e la mancanza di un'idonea valutazione dei rischi anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze impiegate; la mancanza di una «adeguata informazione sui rischi specifici cui erano esposti», di un addestramento specifico «anche rispetto alle conoscenze linguistiche»; la mancata prevenzione della «formazione di atmosfere esplosive» e il mancato rinnovo tempestivo del certificato di prevenzione incendi. Tutto ciò aveva causato l'incendio «sviluppatosi in conseguenza della triturazione di bombolette spray che ha causato la fuoriuscita di gas esplosivi ed infiammabili, da cui sono divampate le fiamme per l'innesco di una casuale scintilla».

Per quanto riguarda le responsabilità della ditta, Agrideco srl (difesa Panelli) ha patteggiato invece una sanzione pecuniaria da 40mila euro (venti rate) relativamente al decreto legislativo 231 del 2001nella parte in cui punisce le violazioni della sicurezza in caso di omicidio colposo e lesioni colpose.

Per la parte che invece concerne la presunta associazione per delinquere «per attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti», il giudice ha disposto lo stralcio e il rinvio al 10 gennaio.

All’udienza era presente anche l’avvocato Bianchi di Livorno, parte civile per Antonietta Baldino e Teresa Cicchiello, moglie e figlia dell’operaio ferito. Parte ammessa nei soli confronti delle persone fisiche (che hanno comunque patteggiato) e non anche di Agrideco. I familiari di Doru (avvocato Picchi) hanno avviato un’azione civile e sono già usciti dal procedimento.

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