Il Tirreno

Grosseto

Ippodromo, la Baldi: «Vogliamo valorizzarlo»

di Paola Villani
Ippodromo, la Baldi: «Vogliamo valorizzarlo»

Il sindaco apprezza il piano presentato da Sistema Cavallo, ma non corre: «Vediamolo nei dettagli, ma andrà rivista la convenzione per attuarlo»

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FOLLONICA. L’amministrazione appoggia la proposta della Sistema Cavallo.

L’idea di svincolare dalle sole corse di cavalli l’ippodromo di Follonica, trova consenso nel governo cittadino. Il Comune adesso avrà il compito di verificare il Piano industriale proposto dalla società gestrice dell’impianto per poi, se ci saranno le condizioni, andare a rimettere mano alla convezione che lega la concessionaria Follonica Corse e Cavalli (che ha poi affidato la struttura alla Sistema Cavallo) alla stessa amministrazione comunale.

Il sindaco del Golfo, Eleonora Baldi, non vuole sbilanciarsi più di tanto, considerate le indagini ancora aperte sulla probabile compravendita delle foresterie portate avanti dalla Procura di Grosseto e i molti problemi legati all’ippodromo, venuti a galla sin dalla sua progettazione, però pare convinta che qualcosa deve essere fatto e in tempi brevi.

«Passare davanti all’ippodromo e vedere le luci spente per 310 giorni l’anno non fa piacere e lo dico sia come amministratore che come cittadino» spiega il sindaco di Follonica. «Il Piano industriale consegnato dalla società gestrice ha una nota per me molto positiva: la certificazione dell’Unire (Unione nazionale incremento razza equina), che dà quel taglio di ufficialità al documento. Noi abbiamo tutto l’interesse a valorizzare quella struttura che è un bene comune: anche se non ascrivibile nel bilancio comunale fa però parte del patrimonio cittadino». L’avvallo dell’Unire e quello del Comune di Follonica: ad oggi quindi qualche speranza c’è per non vedere quel mega impianto (34 ettari) costato 55milioni di euro diventare con il passare degli anni un cumolo senza vita di cemento. L’impegno preso dal sindaco è quello di verificare tutti i percorsi possibili per far diventare l’ippodromo «un valore e non una vergogna» come dice la Baldi, sicuramente la prima cosa da fare sarà quella di rivedere la convenzione. All’interno di quell’atto infatti c’è il nodo della questione: ogni singola costruzione interna alla struttura è strettamente vincolata all’ippica. Case, ristorante, clinica, ogni spazio è stato pensato in parallelo con le corse, niente gare di trotto? Ippodromo non in funzione. «Era stato pensato come un impianto prettamente sportivo, tra l’altro in una forma d’eccellenza, considerata la qualità delle piste, i box e quant’altro. I tempi cambiano, l’ippica ha fatto una riflessione, mi riferisco al Ministero per l’Agricoltura e all’Unire, per dare funzionalità agli impianti di questo tipo: noi verificheremo tutte le strade possibili», conclude la Baldi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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