Il dolore
«Bandiera blu? No grazie»
Dall’illuminazione ai rifiuti, la protesta dei gestori di due bagnetti
MONTE ARGENTARIO. «Non meritiamo la bandiera blu e anche quest’anno non la esporremo». La pensano così i gestori di due stabilimenti balneari, Mamma Licia e Tridente, da anni in contrasto con le scelte del Comune di Monte Argentario sull'esibizione del prestigioso riconoscimento rilasciato dalla Fee (Foundation for Enviromental), che contraddistingue le spiagge più pulite e attrezzate d'Europa.
Come da qualche stagione turistica a questa parte i bagnetti sulla spiaggia di Feniglia, nel breve tratto che interessa il comune di Monte Argentario e non quello orbetellano, rinnovano lo slogan: «Rifiuto l'offerta e vado avanti», preparandosi ad apparire al meglio senza trucchi né inganni. Il vessillo contestato viene infatti assegnato mediante un'autocertificazione prodotta dal Comune richiedente, in questo caso proprio Monte Argentario, il quale attesta, oltre alla limpidezza del mare, anche il possesso di particolari caratteristiche e servizi.
Ma quali sono i punti più qualificanti da inserire nella suddetta autocertificazione? Si parte dal regolare allacciamento alle fognature comunali di tutti gli edifici a ridosso della duna, un servizio di raccolta differenziata efficiente, la presenza di fontanelle d'acqua potabile per i fruitori della battigia, così come quella di bagni pubblici collegati al depuratore, all'assenza di materiali inquinanti, per poi proseguire con il 20% di parcheggi gratuiti per i residenti e arrivare infine a un sistema di illuminazione notturna sulla strada di collegamento e a ridosso degli ingressi al mare. «Non abbiamo nulla di tutto ciò - dicono Vittorio Giacomelli e Franco Incordino, proprietari dei due bagni - A cominciare dalle fogne a perdizione delle ville su Poggio Pertuso e di quelle delle casette alle nostre spalle, la famigerata casbah nel retroduna della Feniglia oggetto di un progetto di demolizione non ancora attuato». Contestati anche gli edifici del corpo forestale di Stato, all'interno dell'oasi naturale, «nonostante il nostro invito ad allacciarsi gratuitamente al depuratore del consorzio La Feniglia». Altro punto dolente è la massiccia presenza di eternit a copertura delle stesse casette incriminate e l'assenza di un adeguato servizio di smaltimento della raccolta rifiuti. «Saremmo ben felici di innalzare la bandiera blu - proseguono i due gestori - ma soltanto una volta onorati tutti gli impegni da parte della nostra amministrazione. Il Comune si sta impegnando e siamo fiduciosi per il futuro, a partire dalla bonifica dell'area». Al riguardo gli imprenditori del mare ricordano la loro proposta di posizionare, nell'area recuperata dalle demolizioni, un parcheggio pubblico e gratuito riservato ai residenti dei due comuni. «Confidavamo molto - concludono - nel protocollo di intesa raggiunto tra i due sindaci, Cerulli e Matteoli, e siamo dispiaciuti del fatto che, con il “cambio di guardia” orbetellano, i tempi si siano nuovamente allungati».
Claudia Della Verde
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