Il Tirreno

Grosseto

il rimpasto in giunta

Non solo Mancini, per il Pdl anche Ceccarelli è a rischio

GROSSETO. Non solo l'assessore Mancini, ma anche Ceccarelli, nel mirino del Pdl grossetano per quanto riguarda le incompatibilità. Il presidente della V commissione di controllo e garanzia,...

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GROSSETO. Non solo l'assessore Mancini, ma anche Ceccarelli, nel mirino del Pdl grossetano per quanto riguarda le incompatibilità. Il presidente della V commissione di controllo e garanzia, Pierfrancesco Angelini, interviene, all'indomani della decisione del sindaco Bonifazi di togliere all'assessore Mancini le deleghe alle politiche della casa e ai piani di edilizia economica e popolare, per passarle a Ceccarelli, e sottolinea che quello dell'assessore Mancini potrebbe non essere l'unico caso di incompatibilità. Angelini fa proprio il nome di Ceccarelli, che, a norma di regolamento di Iside, è stato nominato presidente dell'istituzione che gestisce i servizi educativi del Comune, in quanto assessore con delega alle politiche scolastiche. Ma il parere dell'ufficio legale, richiesto dalla commissione presieduta da Angelini, che è già costato il ritiro delle deleghe all'assessore Mancini, metterebbe sotto accusa anche Ceccarelli. Il consigliere Angelini non solo esprime preoccupazione per il nuovo impegno richiesto a Ceccarelli sulle politiche della casa, criticando quanto fatto conil bando di accesso agli asili, ma non crede che il valzer di deleghe sia stato motivato dall'esigenza di migliorare l'andamento dell’amministrazione perché «il parere dell’ufficio legale del Comune – dice – depositato nella segreteria della V Commissione, è stato dirimente in ordine a determinate incompatibilità di alcuni assessori della giunta». In effetti l'ufficio legale del Comune, richiama il terzo comma dell'articolo 78 del testo unico degli enti locali, che «impone ai componenti della giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici l'obbligo di astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato», e l'assessore Mancini svolge, a Grosseto, la professione di architetto. L'ufficio legale spiega che «La presenza in Giunta del libero professionista – e quindi quale componente della giunta comunale che ha competenza sullo stesso territorio nel quale esercita la libera attività professionale – è censurata dalla norma come conflitto d'interesse tra attività pubblica e privata che sostanzia grave violazione di legge, in quanto compromette la fede pubblica, poiché il comportamento degli amministratori non solo deve essere, ma anche apparire improntato ai criteri di imparzialità». Per il caso di Ceccarelli parla sempre l'articolo 78 del testo unico. Il parere legale sottolinea che la norma vieta agli amministratori «ricoprire incarichi e assumere consulenze presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo ed alla vigilanza dei relativi comuni e province». L'ufficio legale spiega, poi che «le istituzioni, di cui all'articolo 114 del testo unico, sono organismi strumentali dell'ente locale, dotati di autonomia gestionale cui è demandato l'esercizio di servizi sociali, il cui ordinamento e funzionamento è disciplinato dallo statuto e dai regolamenti degli enti da cui dipendono». Insomma, somiglia proprio al caso di Iside. Il giudizio di Angelini è durissimo. «Dopo sei anni di governo della città e più ipotesi annunciate di riassetto delle società e di sbandierata trasparenza amministrativa, questa vicenda mette in luce un comportamento politico che i partiti della maggioranza, i consiglieri comunali e la giunta non dovrebbero permettersi». (e.p.)

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