Finanza
Martelli rassegna le dimissioni
Mal di pancia in giunta. Anche Macii fa un passo indietro
ROCCASTRADA. Le novità di ieri sono due: Lucio Macii che fa un passo indietro per il ruolo di segretario comunale del Pd (congresso a fine mese a Ribolla, favorita Ilaria Fucili) e l’assessore Carlo Martelli (in carica dal settembre scorso) che non sente più la fiducia del partito e mette sul tavolo le sue pesanti deleghe.
La situazione politica nel capoluogo resta confusa. Tutti alla ricerca di corvi e talpe, tutti in ordine sparso nelle sezioni e in municipio.
Lucio Macii, una lunga esperienza amministrativa (da assessore e dipendente del Comune) misura le parole: «Avevo un mandato, quello di riunire e coordinare i segretari delle sezioni per trovare l’accordo su una persona che sostituisse Calvellini, dimissionario da mesi. Abbiamo fatto una riunione e ne sarebbero seguite altre se non fosse che Calvellini ha scelto di portare la giunta tra la gente, di fare contemporaneamente un percorso diverso. E così abbiamo preferito evitare sovrapposizioni. Inoltre nelle ultime settimane mi è stata domandata, da più parti, una disponibilità a ricoprire quel ruolo di cui avrei dovuto essere garante. Lo spiego perché non accetto che la mia venga definita e venduta come un’autocandidatura. Chi mi conosce sa che non è proprio nelle mie corde. Così è come fuori luogo l’accusa, nei miei confronti, di aver perso tempo nella sostituzione di Calvellini. Le cose stanno diversamente. Devo dire inoltre che, da segretario del sindaco Innocenti, il ruolo di segretario del Pd è quantomeno disagevole, per usare un eufemismo… Sono il primo a riconoscerlo. Non importa che lo dicano gli altri». Riguardo a Martelli (espressione del Pd di Roccatederighi) pare che il suo disagio, manifestato sia al primo cittadino che a Calvellini, sia dettato da questa interminabile fase transitoria in cui partito e Comune si trovano a vivere da mesi, tra riorganizzazioni mancate, disaccordi sui metodi di lavoro e di gestione della struttura comunale, in ultimo l’attacco dei giorni scorsi portato alla giunta dallo stesso Calvellini e - pare - mal digerito. Insomma le acque restano agitate. Le turbolenze degli ultimi mesi, come già detto, affondano le radici nel passato.
Dietro a cianchette e delazioni c’è una classe dirigente orfana di Leonardo Marras. Funzionari e dirigenti del Comune (iscritti al Pd), ma anche altri militanti, chiedono un sindaco e una giunta “liberi”, svincolati dal controllo del partito: «Calvellini voleva (vuole) mettere sotto tutela l’amministrazione e si è già ritrovato in minoranza un paio di volte. Da qui le dimissioni. Ora ci riprova». «Il problema – rispondono sul fronte opposto - è che ai responsabili di alcuni settori viene permesso di esercitare potere senza alcun limite e di assumere scelte politiche. I risultati si vedono…».
Difficile, da fuori, stabilire chi ha ragione. (g.b.)
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