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Il Tar nega la sospensiva «Io vendo lo stesso»

Il Tar nega la sospensiva «Io vendo lo stesso»

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Aveva promesso battaglia legale e ha mantenuto la promessa. Perchè da quest’anno, lui, con il suo furgoncino attrezzato potrebbe non poter vendere gelati e frutta sulla...

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Aveva promesso battaglia legale e ha mantenuto la promessa. Perchè da quest’anno, lui, con il suo furgoncino attrezzato potrebbe non poter vendere gelati e frutta sulla spiaggia. Il Tar però, per ora, non si è pronunciato. O almeno, non ha concesso la sospensiva dell’ordinanza del Comune ma ha rimandato tutto alla discussione che si svolgerà il 3 luglio. Facendo perdere, a Salvatore Benigno, un mese e mezzo di lavoro prima di sapere se a lui il nullaosta sarà concesso o meno. Perché tutto è cominciato quando il Comune di Castiglione ha deciso di ridurre il numero di concessioni per la vendita ambulante sulla spiaggia, passando da otto a cinque. Benigno, la sua battaglia ha deciso di combatterla fino in fondo. «Se il Tar non mi dà ragione, vado anche al Consiglio di Stato», dice. Ma soprattutto, non ha intenzione di lasciare in garage il suo furgoncino con frutta e gelati. «Io vado sulla spiaggia a fare il mio lavoro - dice - non mi spaventa un verbale da mille euro». Salvatore Benigno, 30 anni, con moglie e figlia, da cinque anni gira per le spiagge libere maremmane con le macchine elettriche che portano frutta e gelati ai bagnanti. «E sono in regola sia con le tasse sia con l'igiene», precisa. I permessi per i carrelli elettrici fino all'anno scorso erano 8: adesso, per effetto della delibera 65 del 19 marzo scorso, sono diventati 8. I motivi? La delibera cita «il fenomeno erosivo in corso» che «riduce progressivamente la profondità della spiaggia limitando gli spazi liberi fruibili», dopo aver individuato quattro aree per l'accesso degli ambulanti (a sud del Pinetina Sud, a nord del Somalia, tra Riva del Sole e Bagno Alessandro, a nord del Quadrifoglio). «Non capisco - dice Benigno - se ci sia uno studio geologico di base, perché non viene citato: lo vorrei vedere. Non capisco anche perché io sono obbligato a circolare entro i 5 metri dalla battigia, a prescindere dall'erosione».

E Benigno, che rischia di restare fuori e di perdere il suo lavoro, si è arrabbiato davvero facendo un esposto al Tar contro ilComune nei confronti di una società che ha più di una macchina che gira sulle spiagge e dell’assessore al Turismo Pier Paolo Rotoloni. «Quello che dico è che se i nullaosta sono cinque - spiega - devono essere rilasciate a un solo carrello per ditta, così potremmo lavorare tutti. Perché qualcuno, così come deciso dalla delibera, resterà fuori. Visto che la società citata, che ha più punteggio di Benigno, ha tre carrelli. (f.g.)

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