Gioco
Da Fonteblanda giù sottoterra per 500 metri, poi altre 5 gallerie
Ma andiamo ad analizzare nei dettegli il percorso di questa “Autostrada del buon senso”, così come recita il nome dato a una community su facebook dove si spiegano volontà e caratteristiche del...
Ma andiamo ad analizzare nei dettegli il percorso di questa “Autostrada del buon senso”, così come recita il nome dato a una community su facebook dove si spiegano volontà e caratteristiche del progetto dell’ingegner Martens, il tecnico orbetellano che propone questa idea alternativa. Un’idea, almeno negli intenti del suo promotore, dettata dall’esigenza di risparmiare quanto più territorio vergine possibile, lasciando integra quella immagine di territorio selvaggio e incontaminato che la Maremma ha sempre rappresentato agli occhi del mondo. La variante ipotizzata da Martens parte da Fonteblanda, in corrispondenza del sovrappasso dell’Aurelia sulla provinciale Montianese: da lì l’autostrada si immergerebbe in una galleria lunga circa cinquecento metri che sbucherebbe a sud del Poggio Civitella, evitando le terme dell’Osa. Da li, con un viadotto si passerebbe sul fiume Osa e si andrebbe ad accostarsi alla ferrovia, sul lato sinistro direzione sud: tutto questo fino ad un chilometro da Albinia dove si piegherebbe verso l’entroterra e andrebbe a fare un’ansa che lascerebbe salvo tutto il paese di Albinia, passando di poco al di là del nuovo svincolo attualmente in costruzione. Poi di nuovo lato sinistro ferrovia in zona Topaie, tra Albinia e il viadotto di Patanella, dove il tracciato si piegherebbe all’interno dirigendosi verso un sottopassaggio per la strada della Parrina e uno per quella dei Poggi. Da lì in poi una serie di gallerie, cinque per l’esattezza, per arrivare a uno svincolo a sud di Orbetello e ricongiungersi poi con il tracciato Sat 2011 da Ansedonia in poi. Un tracciato, a detta del suo autore, che incontrerebbe anche i favori dei territori circostanti (per esempio Capalbio) che non verrebbero sacrificati da un passaggio alle spalle delle colline orbetellane; e che avrebbe anche varie possibilità di complanari e piste ciclabile . Il tutto per integrare le esigenze del turismo e della agricoltura locale con quello che sembra ormai un improrogabile lavoro di interesse nazionale ma che, se fatto male, potrebbe segnare inesorabilmente il territorio orbetellano.
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