Sicurezza
Cavallerizza di nuovo regno del degrado
Discariche in una delle zone più belle delle Mura. E il cancello della troniera è stato spaccato di nuovo: rischio di cadute
GROSSETO. Un vecchio cancello arrugginito aperto su un precipizio e una discarica abusiva allestita sopra un monumento centenario: benvenuti sulle Mura di Grosseto, bastione Cavallerizza. Se non fosse per il pericolo e il ribrezzo ci sarebbe da mettersi ironicamente a ridere. Magari immaginando lo sguardo sconcertato di una guida turistica intenta a spiegare, a un gruppo di visitatori incuriositi, una delle più antiche bellezze della Maremma.
Per il momento la guida non c’è. Ma una passeggiata istruttiva sulle Mura l'abbiamo fatta ancora una volta noi. E ci è bastato. Saliamo da piazza del Sale, qualche scalino e sulla nostra sinistra vediamo che, a differenza di alcuni giorni fa, è sparito il lavandino che era stato abbandonato proprio sulla via d'ingresso.
Voltiamo subito a destra, solito odore acre di urina e solite bottiglie di vetro spaccate.
Continuiamo a salire ed ecco che proprio dietro alla cabina dell'Enel l'ammasso di scarti edili più volte segnalato dal Tirreno è cresciuto, tanto da meritare l'appellativo di discarica . Lì è possibile trovare proprio di tutto: dalla ferraglia alle siringhe, dalle lastre di pietra sino agli intonaci. Il tutto convive in perfetta armonia con l'angolo eletto dai soliti deficienti a vespasiano. Sin qui, però, di pericoli ce ne sono ben pochi, al massimo si può contrarre qualche malattia.
Per rompersi l'osso del collo occorre fare qualche passo in più: a due metri dal sudiciume sopra descritto è ancora una volta stato divelto il vecchio e arrugginito cancello della troniera che affaccia su uno strapiombo di sette metri, senza alcuna protezione.
Non sono trascorsi neppure cinque mesi da quando, sempre in seguito a ripetute segnalazioni del Tirreno, l'accesso fu posto in sicurezza, tramite l'intervento diretto dell'assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci. Insomma, siamo punto e daccapo.
A guardarlo bene, quel cancello ossidato e rattoppato a suo tempo con il filo di ferro è la nitida fotografia di quel che in Maremma avviene con sempre più frequenza: prima l'abbandono di un qualcosa, poi gli anni che scorrono impietosi e il recupero, tramite una soluzione arrancata. Poi poche settimane, a volte persino pochi giorni e tutto è nuovamente sfasciato dai vandali. Sono decine di migliaia gli euro spesi per provare a riqualificare la Cavallerizza. Un'area che oggi è ridotta peggio di ieri.
Qualcuno dice che Grosseto non è una città d'arte. Ma le bellezze presenti in Maremma sono innumerevoli e molte possono vantare un valore artistico enorme. Quel che manca, semmai, è la cura di questa ricchezza. Un patrimonio che vive in apnea, per nulla valorizzato, spesso solo rattoppato, come fosse un vecchio maglione della zia. O un cancello arrugginito.
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