Sicurezza
Anziani in guerra per il sequestro del gazebo dei Saggi
Denunciato il presidente Boni per abuso edilizio «Ho paura che la soffiata sia arrivata da un ex assessore...»
GROSSETO. Una gettata di cemento di troppo, forse una “soffiata” ed è scattato il controllo della polizia municipale al centro sociale per anziani i Saggi di Gorarella. E una denuncia, a carico del presidente Rolando Boni per abuso edilizio: per aver cominciato a costruire un gazebo accanto agli altri due, quelli che si trovano su un lato della struttura del Comune, su un terreno di proprietà dell’amministrazione.
Il fascicolo è stato inviato alla procura di Grosseto, che dovrà ora valutare l’ennesimo gazebo fuorilegge segnalato in città dalla municipale. Questa volta in una struttura che è dell’ente e che conta settecento anziani iscritti.
Rolando Boni è un fiume in piena. Lui, l’autorizzazione alle «opere di manutenzione straordinaria» ce l’ha da vent’anni, deliberata dalla giunta Tattarini. E i soci del centro anziani, quell’autorizzazione alla manutenzione l’hanno intesa così, come l’autorizzazione a realizzare uno spazio in più dove giocare a carte e passare i pomeriggi e le mattinate a chiacchierate. «Della denuncia lo sapevo - dice Boni - e mi risulterebbe anche che a sporgerla sia stato un ex assessore». Una soffiata, quindi. «Che però non ha tenuto conto della finalità di quella pedana», aggiunge il presidente.
Si tratta di una platea di quattro metri e trenta per quattro e venti, e di due gazebi con l’intelaiatura in legno collegati tra loro per creare un unico ambiente. Uno spazio dove gli anziani passano le giornate, dove si ritrovano e dove le memorie della città vengono condivise. Uno spazio che a volte è anche frequentato dagli stessi amministratori. Ma quell’opera, secondo la municipale che ha intimato l’alt ai lavori, lì non ci deve stare. «In Comune non si rendono conto che abbiamo settecento anziani nel nostro centro - dice ancora Boni - e che abbiamo anche accolto quelli di via Cimabue, che hanno dovuto lasciare la loro sede. Non capisco il perchè di questa denuncia. Le autorizzazioni le abbiamo. Ma soprattutto non capisco se l’amministrazione vuole che gli anziani vadano a bivaccare sulle panchine anzichè trovare un posto tranquillo dove stare insieme».
Ventotto volontari, quarantunmila chilometri percorsi in un anno per accompagnare i soci alle visite mediche. «Sono solo alcuni numeri della nostra attività - dice il presidente - io ho il mandato per altri tre anni, ma a volte mi prende lo sconforto». Però l’idea di abbandonarli, quegli anziani, non lo sfiora nemmeno. «Non avevo ancora nominato un avvocato - dice - si vede che è arrivato il momento di farlo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
