Il dolore
Nuovo impianto, ambientalisti in allarme
SCARLINO. L’occhio vigile degli ambientalisti non molla neanche per un attimo la zona industriale del Casone di Scarlino. È stata infatti consegnata in Provincia l’attivazione del “procedimento d’inc...
SCARLINO. L’occhio vigile degli ambientalisti non molla neanche per un attimo la zona industriale del Casone di Scarlino.
È stata infatti consegnata in Provincia l’attivazione del “procedimento d’inchiesta pubblica” riguardo la Via per la realizzazione di un impianto di produzione di sali di ferro, avanzato dalla Tioxide. Richiesta accompagnata da una raccolta firme, oltre a molti cittadini di Scarlino, Follonica, Gavorrano e Monterotondo, anche diversi rappresentanti di associazioni ambientali, alcuni consiglieri comunali ed anche un sindaco.
A organizzare il tutto è stato Edoardo Bertocci, ex segretario provinciale dei Verdi, dimessosi dal suo incarico dopo una denuncia da parte della stessa Tioxide per diffamazione ma senza aver abbandonato la sua battaglia.
«L’esigenza nasce dal fatto che molto spesso i cittadini vengono a sapere le cose solo dopo che stanno per essere approvate e spesso impossibilitati a manifestare i propri diritti democratici», spiega Bertocci.
Anche in questo caso l’avvio del procedimento sarebbe stato, secondo i promotori della richiesta, «carente nella pubblicità che invece, in questi casi andrebbe fatta nella maniera più ampia, per i principi di trasparenza dovuti a richieste così impattanti sul territorio e sull'ambiente».
E le premesse perché la richiesta venga accolta, secondo Bertocci, ci sono tutte. «A questo punto la Provincia di Grosseto dovrà pronunciarsi in merito, ma gli ambientalisti e gli altri firmatari sono convinti che la domanda, alla quale è stata allegata una raccolta di firme, verrà favorevolmente presa in considerazione dal presidente Leonardo Marras e dagli altri organi competenti dell’ente».
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