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Grosseto

La spiaggia Le Dune è “terra di nessuno”

La spiaggia Le Dune è “terra di nessuno”

Revocata la concessione, restano sull’arenile pericolosi “relitti”. I dubbi del consigliere Lynn

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FOLLONICA. Di quella spiaggia attrezzata è rimasto solo lo scheletro. Due pali in acqua, un bidone della spazzatura rovesciato, tronchi di legno da cui spuntano chiodi, tubi e fili.

Questa la fotografia della spiaggia Le Dune, fino all’anno scorso in piena attività. La parte della duna in questione è di privati mentre l’arenile di fronte era stato dato in concessione agli stessi dal Comune di Follonica: quel tratto di litorale doveva in origine, essere a servizio delle varie strutture turistiche del territorio, le quali attraverso dei contratti potevano avere a disposizione alcuni ombrelloni per la loro clientela. In realtà, come evidenziato dal consigliere comunale d’opposizione Charlie Lynn in un’interrogazione al sindaco Baldi, la gestione della struttura negli ultimi due anni per lo meno, differiva da ciò che era stato pattuito con l’amministrazione. In pratica, dice l’esponente della minoranza, i concessionari della spiaggia avevano dato la stessa in subaffitto a un terzo soggetto e per di più mancavano tra le carte i contratti tra la gestione dell’area e le strutture ricettive follonichesi.

A chi venivano affittati gli ombrelloni? E soprattutto era possibile dare in subconcessione quella struttura?

C’è di più: da un controllo sempre svolto da Lynn è emerso che quel tratto di arenile doveva essere a servizio esclusivo dei villaggi turistici Mare Sì e Veliero. «L’attività del villaggio Mare Sì non è stata esercitata durante la stagione 2011 e l’attività del campeggio Il Veliero, sempre durante l’anno 2011, è stata esercitata solo per circa un mese», scrive il consigliere nell’interrogazione. «L’area attrezzata denominata Le Dune fin dalla sua creazione ha sempre svolto il ruolo di area pertinenziale alle strutture turistiche ricettive e dopo numerosi accessi agli atti ho constatato che era a servizio esclusivo dei villaggi turistici grazie agli accordi fatti tra il gestore dell’arenile e le strutture precedentemente menzionate».

Inadempienze insomma che una volta verificate dall’amministrazione follonichese hanno portato la stessa a revocare la concessione di quella spiaggia. Tolta la possibilità di mettere ombrelloni e sdraio sono rimasti però ben visibili i resti delle passate stagioni. Tra le altre cose quello che è rimasto in quel tratto di duna e di arenile è pericoloso per l’incolumità dei bagnanti: come i chiodi arrugginiti che escono dai tronchetti di legno che prima reggevano la struttura, i pali in mezzo all’acqua, o i cavi e i tubi lasciati incustoditi. «Verificheremo subito», assicura il sindaco, colta alla sprovvista dalla segnalazione. (p.v.)

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