La manifestazione
«La nostra immagine rovinata» Il Comune nomina il superperito
Argentario: a cinque anni dall’avvio dell’inchiesta sulla presunta lobby del mattone che ha sconvolto l’urbanistica, arriva il consulente di parte. Affiancherà l’avvocato per avanzare una richiesta danni
MONTE ARGENTARIO. Sono passati 5 anni dal blitz che sconvolse gli uffici del Comune di Monte Argentario. Il terremoto-urbanistica, la “lobby del mattone”. «Ora dobbiamo quantificare i nostri danni d'immagine», spiega il sindaco Arturo Cerulli dopo aver formalizzato l'incarico a un consulente tecnico di parte che affiancherà il legale di parte civile, Claudio Cardoso.
È l'ingegner Paolo Vagaggini, con studio in Castiglion d'Orcia, fresco di nomina dal Comune con un impegno di spesa di 1.500 euro, per ricostruire la questione sia sotto l’aspetto tecnico che legale.
L'ente municipale, difatti, si sente danneggiato nell'immagine dalla sequenza di arresti e atti urbanistici sospetti che hanno sconvolto il promontorio dal 2009, e già costituitosi parte civile nel processo penale è deciso a tutelarsi.
Le prime avvisaglie del caso-Argentario risalgono al 2007, con l’indagine su alcune pratiche sospette da parte della polizia. A febbraio del 2009, quando esplode l'inchiesta, sono disposte 20 misure cautelari che vanno dai domiciliari alla sospensione della professione. E decolla il cosiddetto “scandalo Argentario”, quello della presunta “cupola” che - secondo l'accusa del Pm Stefano Pizza - avrebbe avuto come fine quello di gestire illecitamente alcune pratiche urbanistiche del promontorio. Nel 2010 il pm chiede il processo per 45 persone tra amministratori, funzionari, tecnici e committenti; per i principali indagati chiede il giudizio anche per associazione per delinquere. Per gli altri, il ventaglio dei reati ipotizzati va dalla corruzione (nei casi in cui siano coinvolti funzionari delle pubbliche amministrazioni) al semplice abuso edilizio. Nel maxifascicolo entrano committenti e proprietari, progettisti, funzionari ed esecutori dei lavori. Per il Comune di Monte Argentario è un vero e proprio terremoto che poco per volta svuota gli uffici, non solo di dipendenti ma anche (si teme) di credibilità. Una ferita aperta che percorre i tempi preliminari al processo, partito nel 2010 ma slittato di due anni. C'è stato bisogno di tempo per trascrivere le intercettazioni, e l'udienza davanti al Gup del tribunale di Grosseto è fissata al prossimo 19 luglio. Oggi, scrive il Comune, «considerato che i fatti posti a fondamento dei presunti reati ascritti ai dipendenti comunali e alle altre parti coinvolte hanno destato notevole clamore e stupore nell'opinione pubblica producendo un'immagine al di fuori dei canoni di correttezza e trasparenza; considerato che il Comune ha espresso la volontà di costituirsi parte civile nei procedimenti penali avvalendosi dell'avvocato Claudio Cardoso e che il professionista ha richiesto di essere affiancato da un Ctp…», il Comune ha incaricato il suo consulente. «È giusto - chiosa Cerulli - che ci tuteliamo rispetto a chi reca pregiudizio all'immagine».
Elisabetta Giorgi
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