Il Tirreno

Grosseto

Il saluto del comandante

Il saluto del comandante

Carpenteri lascia Grosseto, commozione alla festa dell’Arma

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GROSSETO. Non lo ha detto, ai suoi, ieri durante la festa dell’Arma, ma il suo discorso era un saluto, quello vero. Il commiato, quello di un comandante che per anni ha seguito e coordinato l’attività di uomini e donne con la divisa dei carabinieri addosso. Ma la voce, leggermente rotta dalla commozione, ha rischiato di tradirlo. «L’intensità di questi momenti è palpabile e l’Arma di Grosseto sta vivendo il presente con forte coinvolgimento emotivo - ha attaccato il colonnello - di recente abbiamo reso gli onori militari al nostro collega caduto in servizio. Il nome di Antonio Santarelli, carabiniere, si è aggiunto così, alla lista di quegli uomini che spingono l’adempimento del dovere fino all’estremo sacrificio; alla lista di coloro che affrontano i rischi e i pericoli della loro opera e che, consapevolmente, ne accettano le conseguenze; la lista che più semplicemente racchiude, in una parola, il senso dell’esistenza di queste persone: quella degli eroi». Eroi, come lo sono i capitani che comandano le compagnie, fino ai militari più semplici che lavorano nelle stazioni. Sono loro i primi a intervenire. «Lo hanno fatto salvando dalla morte decine di naufraghi - aggiunge - la notte della Concordia o stando accanto ai cittadini durante la straordinaria nevicata di quest’inverno». Un commiato, quindi. Il colonnello Carpenteri lascia Grosseto. Ci sono già due nomi che circolano, e sono quelli del colonnello Saltalamacchia e del colonnello Iorio. Quello che è certo è che la cerimonia di ieri, il saluto sobrio ai carabinieri di Grosseto, trascorso tra il ricordo di Santarelli, con la consegna della medaglia d’oro al valor militare alla vedova, quello di Melissa Bassi e quello delle vittime del terremoto, è stato un saluto vero.

Davanti a tutta la provincia, alle istituzioni e ai cittadini, sono sfilati gli uomini che si sono distinti durante il loro servizio: il capitano Edoardo Campora, encomiato per il suo lavoro in Afghanistan, il luogotenente Giuseppe Gianni Rosicarelli, che ha ricevuto l’elogio, e gli appuntati semplici Stefano Brunori e Michele Tredici, encomiati anche loro.

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