Attenzione
Il ricordo del bombardamento
Cerimonia con i testimoni della tragedia del 7 giugno 1944
PITIGLIANO. Sono trascorsi 68 anni, ma il ricordo del bombardamento aereo che causò la morte di oltre ottanta persone è ancora vivo. Per non dimenticare, domani alle 11 a Pitigliano si svolgerà una messa commemorativa in cattedrale e alle 11,45 il sindaco Pierluigi Camilli incontrerà cittadini e studenti nella zona delle Macerie, insieme a testimoni oculari della terribile vicenda. «Il tardo pomeriggio del 7 giugno 1944 -ricorda Ferrero Pizzinelli, classe 1921 - io mi trovavo insieme ai fratelli Tista e Bruno Focacci nella vicina zona di pian dei Conat. Tutti e tre eravamo considerati disertori del governo repubblichino e meritevoli della fucilazione, perché non avevamo risposto alla chiamata alle armi. Le truppe tedesche erano ormai allo sbando e si ritiravano verso Nord; nella nostra cittadina era rimasta un'unità militare di venti scalmanati in divisa della milizia repubblicana fascista, comandati da un giovane grossetano, il tenente Pini; ciascuno di loro aveva un moschetto«.
L'unità militare aveva anche una mitragliatrice. «Noi eravamo abituati al rumore degli aerei anglo-americani, ma quel giorno fu diverso - ricorda Pizzinelli - udimmo un crepitio di mitraglia, vedemmo due formazioni di quadrimotori americani, che noi chiamavamo fortezze volanti, continuare la loro rotta e, ad un certo punto ritornarono indietro e puntarono Pitigliano. Da terra una mitragliatrice aveva pizzicato qualche aereo. Giunti sopra il centro abitato i bombardieri americani sganciarono le loro bombe e fu una tragedia: sento ancora i sibili e i rombi infernali di quei momenti».
Antonello Carrucoli
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